https://doi.org/10.4081/gimle.990
P036 | IMPATTO DEL LAVORO NOTTURNO SU LIVELLI ORMONALI E SEMINALI IN UNA POPOLAZIONE MASCHILE DI LAVORATORI DEL SETTORE SANITARIO
Lidia Caporossi1, Paola Viganò2, Roberta Bellinghieri2, Claudia Ferraro2, Silvia Capanna1 | 1Dipartimento di Medicina Epidemiologia e Igiene del Lavoro e Ambientale, INAIL, Monte Porzio Catone (RM), Italia; 2Unità di infertilità, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico, Milano, Italia
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Obiettivi. Lo studio si è posto l’obiettivo di indagare gli effetti che il lavoro notturno può avere sulla salute riproduttiva maschile, valutandone le possibili alterazioni biologiche nella popolazione esaminata. È stato studiato l’impatto sulla steroidogenesi, sulla qualità del liquido seminale e sul tasso di frammentazione del DNA spermatico in una popolazione del settore sanitario.
Metodi. È stato condotto uno studio cross-sectional su 142 uomini lavoratori del settore sanitario di età inferiore a 50 anni, suddivisi in esposti (82), se sottoposti a turni notturni, e non esposti (60), in assenza di turnazione notturna. È stato somministrato loro un questionario anamnestico e sono stati analizzati, oltre agli ormoni steroidei, anche i parametri seminali in accordo con le raccomandazioni WHO 2021 e l’indice di frammentazione del DNA spermatico. Sono state condotte delle analisi statistiche finalizzate al confronto tra esposti e non esposti relativamente a caratteristiche anagrafiche, abitudini e stili di vita, anamnesi riproduttiva, caratteristiche del lavoro notturno, parametri seminali, indice di frammentazione del DNA spermatico e livelli di ormoni steroidei.
Risultati e conclusioni. Nella popolazione studiata, le analisi del liquido seminale hanno evidenziato un impatto significativo negativo, seppur modesto, della turnistica notturna sulla motilità degli spermatozoi. Il confronto tra il sottogruppo di lavoratori che hanno effettuato un numero di turni notturni > 50gg nell’ultimo anno e il gruppo di non turnisti ha confermato infatti un effetto negativo significativo (test di Mann Whitney con p<0,05) dei turni notturni sulla motilità spermatica (media della % 49,88 vs. 56,97). I turnisti presentano inoltre livelli statisticamente inferiori (test di Mann Whitney con p<0,05) di androstenedione (media ng/ml 0,95 vs. 1,40), DHEA (media ng/ml 6,03 vs. 8,69), cortisolo (media ng/ml 106,11 vs. 136,46) e corticosterone (media ng/ml 3,02 vs. 5,93). Non sono invece emerse differenze significative tra i due gruppi in studio in relazione al tasso di frammentazione del DNA spermatico o di aborti nella partner. Il numero complessivo di soggetti reclutati ha permesso di effettuare un’ampia serie di analisi sull’impatto del lavoro notturno sulla salute riproduttiva. Inoltre, il reclutamento di lavoratori del settore sanitario ha consentito di dedurre risultati specifici per questa categoria professionale, considerato soprattutto l’obiettivo primario di contribuire all’aggiornamento delle conoscenze e dei protocolli in ambito di salute e sicurezza nel contesto lavorativo del settore sanitario.
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1. Caetano G, et al. Impact of sleep on female and male reproductive functions: a systematic review. Fertil Steril 2021;115(3):715 31 DOI: https://doi.org/10.1016/j.fertnstert.2020.08.1429
2. Deng N, et al. The Relationship Between Shift Work and Men's Health. Sex Med Rev 2018;6(3):446-56 DOI: https://doi.org/10.1016/j.sxmr.2017.11.009
3. Maisey G, et al. Digging for data: how sleep is losing out to roster design, sleep disorders, and lifestyle factors. Appl Ergon 2022; 99:103617 DOI: https://doi.org/10.1016/j.apergo.2021.103617
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