Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.988

P034 | GLI AMBULATORI PUBBLICI DI MEDICINA DEL LAVORO DELLA RETE MAREL E IL CONTRIBUTO AL PROGETTO ITWH

Giuseppe Campo1, Antonio Pizzuti1, Giusi Piga1, Adriano Papale1, Nicola Murgia2, Stefano Mattioli3 | 1Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, INAIL, Roma, Italia; 2Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione, Università di Ferrara, Italia; 3Dipartimento di Scienze Medico Chirurgiche, Università di Bologna, Italia

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Introduzione. Il sistema di sorveglianza Marel (MAlattie e Rischi Emergenti sul Lavoro) mira ad approfondire i fattori di rischio lavorativi e si propone come mezzo per lo sviluppo di una rete pubblica di ambulatori di medicina del lavoro (AMdL), anche in ottica di promozione della salute secondo l’approccio TWH [1]. Nella Strategia nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030, del Ministero della Salute, sono richiamati i sistemi di sorveglianza di Regioni/Inail, tra cui Malprof e Marel, e viene evidenziata la necessità di potenziare la raccolta dati sulle malattie correlate al lavoro in termini di cause e modalità d’esposizione.
Obiettivi. La rete Marel contribuisce al progetto “ITWH- Sistema Gestionale per il Benessere e la Promozione del Total Worker Health nei Luoghi di Lavoro” con due obiettivi: l’implementazione di una piattaforma dedicata per la cartella sanitaria informatizzata e le attività di formazione su strumenti e metodologie di rilevazione da parte degli AMdL.
Metodi. La cartella sanitaria informatizzata Marel per la rilevazione dati è composta dall’anagrafica del lavoratore e dall’anamnesi lavorativa (classificazione delle professioni Istat e codice Ateco dell’attività economica). Inoltre, sono tracciati gli stili di vita e le abitudini voluttuarie (BMI, pressione arteriosa e frequenza cardiaca, fumo sigaretta, alcool), la diagnosi secondo la classificazione ICD10, i nessi causali per i fattori di rischio associati alla patologia e le conclusioni del quesito diagnostico. In tal modo, il sistema integra le azioni di monitoraggio e prevenzione dei rischi occupazionali con la gestione degli stili di vita non corretti e le condizioni personali.
Risultati e conclusione. La rete nazionale di centri specialistici di Medicina del Lavoro è in corso di ampliamento: si è passati dai 5 centri nella fase di avvio del progetto Marel nel 2015 alla collaborazione con 21 centri del 2026, con l’obiettivo di promuovere l’apertura di ulteriori ambulatori secondo le programmazioni regionali. In merito all’attività degli AMdL della rete Marel [3], nel quadriennio 2019-22 sono state effettuate 2.171 visite riferite a 1.992 lavoratori. Il 25,2% delle visite ha riguardato le donne, la cui età media è pari a 59 anni mentre l’età media degli uomini visitati è pari a 65 anni. I fattori di rischio biomeccanico sono risultati i più numerosi (60,2%), tra questi il più rappresentato è la movimentazione manuale dei carichi (19,8%), rilevante anche la presenza degli agenti chimici (21,4%) e degli agenti fisici (15,6%). Nel corso del progetto ITWH è stata aggiornata la cartella sanitaria informatizzata, con un approfondimento sui fattori extra-professionali e le variabili inerenti agli stili di vita, provvedendo alla stesura delle nuove linee guida per la rilevazione, con i criteri sull’individuazione dei periodi lavorativi, l’identificazione degli agenti d’esposizione e l’attribuzione del possibile nesso causale. Il sistema di raccolta dati su scala nazionale permette la valutazione dell’efficacia di piani di prevenzione mirati a specifici settori economici, attività lavorative e gruppi a rischio [3]. Inoltre, è possibile monitorare attraverso la rete Marel anche le malattie professionali da agenti biologici, che attualmente sono trattate nella gestione assicurativa in gran parte come malattie/infortunio e ricondotte all’archivio degli infortuni denunciati.

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1. Campo G et al. Il progetto Marel: dalla costituzione della rete di ambulatori di Medicina del Lavoro all’analisi dei dati raccolti sulle esposizioni professionali. Med Lav. 2017; 108, Suppl 1:3-12. DOI: https://doi.org/10.23749/mdl.v108i1-S.6971

2. Campo G, Pizzuti A, Piga G, Papale A, Montanari P et al. (2025), Sistema di sorveglianza Marel Rapporto 2019-2022, Inail (ISBN 978-88-7484-958-1)

3. Mattioli S et al. Effectiveness of preventive interventions and Randomised Controlled Trials in Occupational Health: an overview of the last five decades. Med Lav. 2021 Oct 29;112(4):258-263. DOI: https://doi.org/10.23749/mdl.v112i4.12106

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1.
P034 | GLI AMBULATORI PUBBLICI DI MEDICINA DEL LAVORO DELLA RETE MAREL E IL CONTRIBUTO AL PROGETTO ITWH: Giuseppe Campo1, Antonio Pizzuti1, Giusi Piga1, Adriano Papale1, Nicola Murgia2, Stefano Mattioli3 | 1Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, INAIL, Roma, Italia; 2Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione, Università di Ferrara, Italia; 3Dipartimento di Scienze Medico Chirurgiche, Università di Bologna, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/988