Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.978

P024 | "ATTIVITÀ FISICA NEI LUOGHI DI LAVORO PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE MENTALE: UNA REVISIONE DEGLI INTERVENTI"

Filippo Borgalli1, Angela Carta2 | 1Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Verona, Italia; 2Dipartimento di Diagnostica e Sanità pubblica, sezione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Verona, Italia

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Introduzione. La salute mentale dei lavoratori è una priorità di crescente rilevanza per la sanità pubblica. Stime pubblicate dall’OMS riportano che il 15% degli adulti soffre di un disturbo mentale. Il lavoro è un determinante sociale della salute mentale: può avere un effetto protettivo sulla salute mentale contribuendo al senso di realizzazione e favorendo il recupero e l’inclusione delle persone con disabilità psicosociali, ma ambienti di lavoro pericolosi, organizzazioni inadeguate e relazioni lavorative difficili possono contribuire al peggioramento della salute mentale o esacerbare condizioni preesistenti. I luoghi di lavoro rappresentano un’opportunità per promuovere la salute mentale e per sostenere le persone affette da disturbi mentali. Tra i possibili interventi identificati dalle linee guide dell’OMS, viene citata anche la promozione dell’esercizio fisico a livello individuale nel tempo libero.
Obiettivi. L’obiettivo di questo lavoro è condurre una ricerca esplorativa delle principali evidenze disponibili relative al ruolo dei programmi di promozione dell’attività fisica nei contesti lavorativi sulla salute mentale.
Metodi. È stata condotta una ricerca bibliografica consultando la banca dati PubMed, Scopus e Google Schoolar/WOS. Sono state utilizzate le parole chiave “workplace”, “physical activity” e “mental health”, combinate mediante operatori booleani nella stringa: (“workplace”) AND (“physical activity”) AND (“mental health”) AND (Review[Filter] OR “Systematic Review”). Data la numerosità degli articoli di ricerca primaria pubblicati, è stato scelto di selezionare in questa fase le revisioni sistematiche di letteratura pubblicate in inglese dal 2014 al 2025. La ricerca bibliografica è stata estesa alla bibliografica degli articoli selezionati.
Risultati e conclusioni. La ricerca ha consentito di rinvenire 59 citazioni, delle quali solo 1 meta-revisione ed 1 revisione erano pertinenti al quesito di ricerca, ovvero l’impatto sulla salute mentale dei programmi di attività fisica svolta nei contesti lavorativi. Nella meta-revisione di Joyce et al (2016) che valutava in particolare l’impatto su disturbi mentali comuni quali ansia e depressione, sono state selezionate 20 revisioni sistematiche di letteratura ritenute di qualità moderata o elevata. La valutazione qualitativa ha concluso per un'evidenza moderata a sostegno di interventi di prevenzione primaria quali la promozione dell'attività fisica, ma il tipo, la quantità e l'intensità dell'attività richiesta non sono chiari. I risultati sono contrastanti per quanto riguarda l'effetto sui risultati organizzativi (1). Nella revisione di Chu et al (2014), pubblicata successivamente alla ricerca di letteratura condotta nella meta revisione citata, relativa al ruolo dei programmi di promozione dell’attività fisica sulla salute mentale, gli autori avevano rilevato come i programmi di attività fisica sul posto di lavoro e quelli di yoga sono associati a una significativa riduzione dei sintomi depressivi e dell'ansia, mentre il loro effetto sull'alleviamento dello stress risultava meno evidente. Gli autori concludono sottolineando l’importanza che i futuri studi affrontino i limiti metodologici evidenziati tra i quali la dimensione del campione, il reclutamento e l'aderenza, la caratterizzazione dettagliata dell'attività fisica in termini di durata, frequenza, intensità e tasso di aderenza. Viene suggerita, in particolare, l’adozione di dispositivi di misurazione oggettivi, quali gli accelerometri, e di misure validate degli esiti di salute mentale, valutando inoltre la sostenibilità a lungo termine dell'efficacia degli interventi (2). Nella letteratura consultata risulta poco esplorato il potenziale ruolo del medico del lavoro che potrebbe contribuire all’identificazione precoce dei fattori di rischio individuali e psicosociali, alla personalizzazione dei programmi di esercizio fisico in base alle caratteristiche della popolazione lavorativa, al monitoraggio dei potenziali effetti benefici anche in termini di salute mentale. In questo contesto, inoltre, potrebbe essere una figura di riferimento per i lavoratori e il datore di lavoro per la promozione di un approccio multidisciplinare integrato alla tutela della salute mentale nei luoghi di lavoro.

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1. Joyce S, Modini M, Christensen H, et al. Workplace interventions for common mental disorders: a systematic meta-review. Psychological Medicine. 2016;46(4):683-697. doi:10.1017/S0033291715002408 DOI: https://doi.org/10.1017/S0033291715002408

2. Chu AH, Koh D, Moy FM, Müller-Riemenschneider F. Do workplace physical activity interventions improve mental health outcomes? Occup Med (Lond). 2014 Jun;64(4):235-45. doi: 10.1093/occmed/kqu045. PMID: 24850815. DOI: https://doi.org/10.1093/occmed/kqu045

3. WHO guidelines on mental health at work. Geneva: World Health Organization; 2022.

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1.
P024 | "ATTIVITÀ FISICA NEI LUOGHI DI LAVORO PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE MENTALE: UNA REVISIONE DEGLI INTERVENTI": Filippo Borgalli1, Angela Carta2 | 1Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Verona, Italia; 2Dipartimento di Diagnostica e Sanità pubblica, sezione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Verona, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/978