Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.969

P015 | QUALITÀ DELL'ARIA NELLE SCUOLE: ANDAMENTI STAGIONALI E CORRELAZIONI TRA CO₂, FORMALDEIDE E ACIDO SOLFIDRICO IN DUE ISTITUTI SCOLASTICI

Elena Barrese1, Marco Valentini1, Pasquale Samele1, Roberto Trovato1, Ignazio Di Gesu1, Teresa Lo Feudo2, Marialuisa Scarpelli1 | 1Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale (DiMeila), (INAIL), Lamezia Terme (CZ), Italia; 2CNR ISAC Lamezia Terme (CZ), Italia

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Introduzione. Gli studenti trascorrono una parte significativa della loro giornata all’interno degli edifici scolastici, dove l’esposizione prolungata a microinquinanti può avere un impatto importante sullo sviluppo dell’apparato respiratorio e del sistema immunitario. I ragazzi inalano volumi d’aria maggiori in rapporto al peso corporeo e i loro organi e tessuti sono ancora in fase di sviluppo, rendendoli più vulnerabili ai contaminanti aerodispersi e agli stress ambientali.
Obiettivi. Lo scopo del lavoro è valutare i livelli di CO2 (ppm), temperatura (°C), formaldeide (µg/m3), H2S (ppm) e il numero di alunni presenti in due istituti. Tra i principali indicatori della qualità dell’aria interna, l’anidride carbonica (CO2) è ampiamente utilizzata come parametro di una corretta ventilazione, mentre la formaldeide (HCHO), inquinante chimico ubiquitario di interesse sanitario, è spesso correlato a sorgenti emissive interne e a condizioni di ricambio d’aria non adeguate. L’idrogeno solforato (H2S), seppur meno studiato in ambito scolastico, può fornire informazioni utili su contributi di fondo o criticità infrastrutturali.
Metodi. Sono state condotte campagne di monitoraggio in due scuole nel periodo gennaio–giugno 2024, una posizionata in zona rurale (Scuola1) e l’altra in zona urbana (Scuola2). Complessivamente sono state effettuate 30 misurazioni (15 per istituto) all’interno della stessa aula durante l’orario di lezione al fine di caratterizzare condizioni di esposizione rappresentative dell’attività scolastica ordinaria.
Risultati e conclusioni. Entrambe le scuole hanno mostrato una marcata variabilità dei parametri di qualità dell’aria indoor. Nella scuola 1 le concentrazioni di CO2 hanno superato il valore di riferimento di 1000 ppm in 7 misurazioni su 15 (≈47%), con valori massimi fino a 2092 ppm. Nella seconda scuola il superamento di 1000 ppm è stato osservato in 6 misurazioni su 15 (40%), con un valore massimo pari a 2556 ppm. In entrambe le scuole sono stati registrati episodi con CO2 >1500 ppm, indicativi di condizioni ricorrenti di ventilazione non ottimale. I valori di CO2 risultavano generalmente più elevati in presenza di alunni. Le concentrazioni di formaldeide mostrano un’elevata variabilità in entrambe le scuole. Nella scuola 1 i valori sono risultati compresi tra 0,53 e 19,72 µg/m3, mentre nella scuola 2 tra 1,7 e 24,15 µg/m3. In entrambi i casi sono stati osservati picchi episodici di concentrazione. È emerso che valori medioelevati di HCHO sono rilevati sia in presenza di alunni sia in giornate con alunni assenti per cui sembra non esserci relazione con l’occupazione delle aule, suggerendo un ruolo prevalente delle sorgenti indoor e delle condizioni di ventilazione. Inoltra la formaldeide mostra una correlazione monotona moderata con la CO2, suggerendo che condizioni di ventilazione non ottimale favoriscano l’accumulo di HCHO, sebbene la relazione lineare risulti debole. Le concentrazioni di H2S si collocano in un intervallo compreso tra 0 e 0,55 ppm nella scuola 2 e tra 0,12 e 0,50 ppm nella 1. Sebbene inferiori ai limiti occupazionali, tali valori risultano persistenti nel tempo e talvolta presenti anche in assenza di attività didattica, mediamente più elevati nella scuola 1, suggerendo un possibile contributo di fondo ambientale o infrastrutturale. I risultati dello studio evidenziano che, sia in ambito urbano sia rurale, gli ambienti scolastici possono presentare condizioni ricorrenti di ventilazione non ottimale e scenari di esposizione a contaminanti chimici indoor, indipendenti dall’occupazione degli spazi. Il monitoraggio multiparametrico della qualità dell’aria indoor si conferma pertanto uno strumento utile di prevenzione primaria, a supporto della tutela della salute di una popolazione scolastica vulnerabile.

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1. Aithal SS, Sachdeva I, Kurmi OP. Air quality and respiratory health in children Breathe (Sheff) 2023 Jun;19(2):230040 doi: 10.1183/20734735.0040-2023

2. Kenichi Azuma, Naoki Kagi, U. Yanagi, Haruki Osawa,Effects of low-level inhalation exposure to carbon dioxide in indoor environments: A short review on human health and psychomotor performance, Environment International,2018,51-56, https://doi.org/10.1016/j.envint.2018.08.059

3. https://www.who.int/europe/news/item/13-06-2023-who-europe-releases-a-toolbox-to-protect-children-s-health-from-chemical-pollution-of-indoor-air-in-schools-and-day-care-centres (consultato il 30.4.2026)

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1.
P015 | QUALITÀ DELL’ARIA NELLE SCUOLE: ANDAMENTI STAGIONALI E CORRELAZIONI TRA CO₂, FORMALDEIDE E ACIDO SOLFIDRICO IN DUE ISTITUTI SCOLASTICI: Elena Barrese1, Marco Valentini1, Pasquale Samele1, Roberto Trovato1, Ignazio Di Gesu1, Teresa Lo Feudo2, Marialuisa Scarpelli1 | 1Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale (DiMeila), (INAIL), Lamezia Terme (CZ), Italia; 2CNR ISAC Lamezia Terme (CZ), Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/969