Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.960

P006 | DIFFERENZE DI GENERE E DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI: LA NECESSITÀ DI CRITERI VALUTATIVI OMOGENEI IN MEDICINA DEL LAVORO

C. Amantea1, G. Melcore1, A. Tumminello1, A. Pompei1, A. Raia1, P. Ferraro2, G. Spaltro3, G. Saffioti4 | 1UST Roma - Direzione Operativa Sanità – Direzione Sanità RFI S.p.A, Italia; 2S.O. Medicina del Lavoro e Tutela Ambientale Direzione Sanità RFI S.p.A, Italia; 3S.O Medicina Legale Direzione Sanità RFI, Italia; 4Direttore Direzione Sanità RFI S.p.A. Gruppo FS Italiane, Italia

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Introduzione. I disturbi muscoloscheletrici (DMS) rappresentano una delle principali cause di disabilità nella popolazione lavorativa, con rilevanti implicazioni cliniche, sociali ed economiche. La letteratura evidenzia significative differenze di genere nella prevalenza e distribuzione dei DMS lavoro-correlati, attribuibili a diverse esposizioni occupazionali, a diverse caratteristiche antropometriche e alla progettazione ergonomica spesso non adeguata alla popolazione femminile. Nonostante la crescente attenzione in ambito preventivo, persistono marcate eterogeneità metodologiche nella valutazione del rischio e nei giudizi di idoneità lavorativa, che richiedono l’impiego di criteri uniformi e sensibili al genere.
Obiettivi. Identificare criteri standardizzati e omogenei nella valutazione dei DMS nelle lavoratrici, con particolare attenzione all’integrazione di un approccio sensibile al genere nei modelli di sorveglianza sanitaria e di idoneità lavorativa.
Metodi. È stata condotta una revisione sistematica della letteratura utilizzando i database PubMed, Scopus e Web of Science, secondo le linee guida PRISMA. Sono stati inclusi studi primari in lingua inglese e italiana, senza limiti temporali. La strategia di ricerca è stata sviluppata secondo il modello PICO: donne lavoratrici di qualsiasi età (Popolazione), utilizzo di criteri omogenei per la valutazione dei DMS (Intervento) e modalità di applicazione di tali criteri (Outcome). Non è stato previsto un gruppo di controllo.
Risultati e conclusioni. La revisione ha identificato 416 studi, di cui 5 inclusi secondo i criteri PRISMA. Gli studi, condotti in Nord America, Europa e Asia, hanno mostrato ampia eterogeneità per numerosità campionaria (19–2685 soggetti) e rappresentatività femminile (12–80%). Le popolazioni includevano lavoratrici appartenenti a diverse categorie professionali, sia “blue collar” (agricoltori, artigiani, operatori sanitari) sia white collar (impiegati d’ufficio). I DMS analizzati erano prevalentemente multiregionali, con maggiore coinvolgimento di rachide e arti superiori. È emerso un utilizzo diffuso di criteri di omogeneità mediante strumenti standardizzati (ISO 2631, linee guida INRS/Saltsa, analisi ergonomiche e valutazioni della capacità funzionale - EK FCE). L’impiego di tali strumenti garantisce una valutazione oggettiva, riproducibile e comparabile del rischio muscoloscheletrico e della capacità lavorativa. Tuttavia, solo una minoranza degli studi ha adottato un approccio esplicitamente sensibile al genere, e la rappresentanza femminile è risultata talora limitata, riducendo la possibilità di analisi specifiche. Nonostante la crescente standardizzazione metodologica, persiste una carenza di modelli che integrino sistematicamente le differenze di genere. I criteri di omogeneità utilizzati riflettono quelli impiegati nella pratica clinica per il giudizio di idoneità lavorativa, ma raramente considerano il genere come determinante centrale. È pertanto necessario sviluppare modelli di medicina del lavoro personalizzati, che includano variabili antropometriche, biologiche e di genere, al fine di migliorare l’appropriatezza delle valutazioni di idoneità e promuovere strategie preventive più efficaci ed eque per le lavoratrici.

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1. Ferraro P, Amantea C, Rissone M, Ceccarelli G, Saffioti G. Homogeneity Criteria in Occupational Medicine: A Focus on Women’s Health in Musculoskeletal Disorders. Women. 2025; 5(4):42. https://doi.org/10.3390/women5040042G

2. Occhipinti, E.; Colombini, D. From complexity to simplification: Contribution of the EPM Research Unit to producing a toolkit for risk assessment and management of biomechanical overload and WMSDs prevention. Med. Lav. 2011, 102, 174–192

3. Greggi C, Visconti VV, Albanese M, Gasperini B, Chiavoghilefu A, Prezioso C, Persechino B, Iavicoli S, Gasbarra E, Iundusi R, Tarantino U. Work-Related Musculoskeletal Disorders: A Systematic Review and Meta-Analysis. J Clin Med. 2024 Jul 6;13(13):3964. doi: 10.3390/jcm13133964. PMID: 38999528; PMCID: PMC11242534.

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P006 | DIFFERENZE DI GENERE E DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI: LA NECESSITÀ DI CRITERI VALUTATIVI OMOGENEI IN MEDICINA DEL LAVORO: C. Amantea1, G. Melcore1, A. Tumminello1, A. Pompei1, A. Raia1, P. Ferraro2, G. Spaltro3, G. Saffioti4 | 1UST Roma - Direzione Operativa Sanità – Direzione Sanità RFI S.p.A, Italia; 2S.O. Medicina del Lavoro e Tutela Ambientale Direzione Sanità RFI S.p.A, Italia; 3S.O Medicina Legale Direzione Sanità RFI, Italia; 4Direttore Direzione Sanità RFI S.p.A. Gruppo FS Italiane, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/960