https://doi.org/10.4081/gimle.949
SPA131 | SORVEGLIANZA SANITARIA NEL LAVORATORE CHE INVECCHIA: INTEGRAZIONE DI BIOMARCATORI OSSIDATIVI, GENETICI E DEL MICROBIOMA NELLA VALUTAZIONE DELLA CAPACITÀ LAVORATIVA
Cristiana Gugel1, Gianandrea Sabatini1, Luana Cannella1, Sara De Vidi1, Beste Hatipoğlu1, Isabella Bortoletti1, Alessandro Bassi1, Enrico Compostella1, Sofia Pavanello1|2 | 1U.O.C. Medicina del Lavoro, Azienda Ospedale Università di Padova, Italia; 2Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica, Università degli Studi di Padova, Italia
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Obiettivi. Valutare, in una popolazione lavorativa che invecchia, l’associazione tra biomarcatori di stress ossidativo, profilo genetico, microbioma intestinale e capacità lavorativa, al fine di identificare indicatori precoci di vulnerabilità e supportare strategie di sorveglianza sanitaria e prevenzione personalizzata.
Metodi. Studio osservazionale multidimensionale condotto su n=88 lavoratori (24–71 anni) di azienda manifatturiera sottoposti a sorveglianza sanitaria. Raccolti dati clinici, occupazionali e sugli stili di vita. Valutate capacità lavorativa (WAI), funzione cognitiva (MoCA), qualità del sonno (PSQI) e qualità della vita (WHOQOL-BREF). Analizzati biomarcatori di stress ossidativo (8OHdG, 8OHG, diTYR, 3NT), parametri ematochimici e rischio cardiovascolare. Effettuata analisi del microbioma intestinale e studio genetico genome-wide (GWAS). Utilizzati modelli di regressione per identificare associazioni tra biomarcatori e capacità lavorativa.
Risultati e conclusioni. Sono stati analizzati 88 lavoratori di azienda manifatturiera (età media 44,25±11,16 anni; 51,7% donne). Il BMI medio era 24,26±4,37, con prevalenza di soggetti normopeso (68,9%). Il punteggio medio di capacità lavorativa (WAI) era 43,75±4,49, mentre il 40,2% dei soggetti presentava punteggio MoCA <26, indicativo di lieve declino cognitivo.L’analisi mediante regressione logistica ha evidenziato una significativa associazione tra età e declino cognitivo, mentre un maggior numero di anni di studio si conferma fattore protettivo. Tra i biomarcatori, i tioli sierici (494,23±72,93) risultano significativamente associati allo stato cognitivo, con effetto età-dipendente. Non è emerso un ruolo significativo per altri biomarcatori ossidativi, né per fumo, alcol o genere.L’analisi GWAS ha identificato 34 SNP associati al declino cognitivo, di cui 11 localizzati in geni codificanti, molti espressi nel sistema nervoso e coinvolti in processi di regolazione neuronale. In particolare, varianti nel gene INAFM1 risultano associate a ridotta espressione proteica e a punteggi MoCA inferiori, suggerendo un possibile ruolo nei meccanismi di neurodegenerazione. L’analisi del microbioma (n=85) ha evidenziato un’associazione significativa tra alpha diversity e capacità lavorativa (WAI), oltre che con variabili antropometriche, infiammatorie (leucociti) e dietetiche (consumo di frutta e verdura). Non sono emerse differenze nella beta diversity, né associazioni con il declino cognitivo, indicando un effetto prevalentemente quantitativo e non composizionale. Nel complesso, i risultati supportano un approccio multidimensionale alla sorveglianza sanitaria, in cui stress ossidativo, genetica e microbioma rappresentano strumenti integrativi per l’identificazione precoce della vulnerabilità funzionale nei lavoratori.
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1. Campisi M, et al. Revealing the hidden impacts: insights into biological aging and long-term effects in pauci- and asymptomatic COVID-19 healthcare workers. Int J Mol Sci. 2024; 25: 8056. DOI: https://doi.org/10.3390/ijms25158056
2. Pavanello S, et al. Higher number of night shifts associates with good perception of work capacity and optimal lung function but correlates with increased oxidative damage and telomere attrition. Biomed Res Int. 2019; 2019: 8327629. DOI: https://doi.org/10.1155/2019/8327629
3. Campisi M, et al. Mitigating cellular aging and enhancing cognitive functionality: visual arts-mediated cognitive activation therapy in neurocognitive disorders. Front Aging Neurosci. 2024; 16: 1354025. DOI: https://doi.org/10.3389/fnagi.2024.1354025
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