https://doi.org/10.4081/gimle.947
SPA129 | DALLA PERCEZIONE AL RISCHIO REALE: VALUTAZIONE INTEGRATA DEGLI STILI DI VITA NEI LAVORATORI NELL’AMBITO DELLA PROMOZIONE DELLA SALUTE
Laura Gerbaudo1, Chiara Tallone2, Cristina Trucco2, Benedetto Violante2 | 1A.O. Santa Croce e Carle, Cuneo, Italia; 2Med.Art Servizi Srl, Cuneo, Italia
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Obiettivi. Valutare gli stili di vita e i principali fattori di rischio modificabili mediante un indice composito integrato nella sorveglianza sanitaria, nell’ambito di un programma di promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP), e identificare i determinanti associati a stili di vita sfavorevoli.
Metodi. Studio osservazionale in azienda metalmeccanica articolato in due fasi: intervento educativo nel 2024 (n=1.372) e valutazione clinico-comportamentale individuale nel 2025 (n=1.083). Sono stati raccolti dati demografici, clinici e relativi agli stili di vita. È stato costruito un indice composito basato su nove determinanti. Le associazioni tra caratteristiche individuali e stile di vita non adeguato sono state analizzate tramite regressione logistica.
Risultati e conclusione. Nel 2025, il 45,6% dei lavoratori presentava uno stile di vita adeguato, il 52,0% modificabile e il 2,4% ad alto rischio. Lo stile di vita non adeguato risultava associato a età più avanzata, sesso maschile e lavoro in produzione (OR 2,40; IC95% 1,77–3,25). È emersa una marcata discrepanza tra percezione soggettiva e parametri clinici oggettivi: una quota rilevante di lavoratori che non riferiva alcuna consapevolezza di alterazioni pressorie, glicemiche o lipidiche presentava in realtà valori misurati al di sopra dei limiti di riferimento. Tale discrepanza risultava particolarmente evidente per l’ipertensione (n=93; 9,8%), le alterazioni glicemiche (n=150; 14,1%) e i disturbi del metabolismo lipidico (n=400; 39,9%), condizioni frequentemente asintomatiche e pertanto sistematicamente sottostimate. L’analisi multivariata ha confermato che la mancata consapevolezza soggettiva di dislipidemia (OR=4,70; IC95% 3,51–6,30), di alterazioni glicemiche (OR=5,34; IC95% 3,11–9,19) e di ipertensione (OR=7,50; IC95% 3,35–16,78) era significativamente associata all’appartenenza alla categoria di stile di vita non adeguato, confermando che “la percezione soggettiva non riflette accuratamente il rischio reale”. L’integrazione tra interventi educativi e valutazione clinica ha migliorato la consapevolezza individuale e la capacità di stratificare il rischio. L’indice composito si è dimostrato utile per identificare sottogruppi prioritari e orientare interventi personalizzati. I programmi di promozione della salute risultano più efficaci se inseriti in un approccio strutturato e longitudinale, rafforzando il ruolo del medico competente nella prevenzione primaria.
Downloads
1. Sorensen G, et al. Integrating worksite health protection and health promotion. Prev Med. 2004;38:114–123.
2. Visseren FLJ, et al. 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention. Eur Heart J. 2021;42:3227–3337.
3. World Health Organization. Healthy workplaces: a model for action. Geneva; 2010.
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