Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.917

SPA099 | SIEROPREVALENZA DI ZOONOSI VIRALI EMERGENTI IN LAVORATORI ESPOSTI: UN APPROCCIO ONE HEALTH IN MEDICINA DEL LAVORO

Riccardo Ravallese1|2, Gabriele Sacino1|3, Roberto Ravallese1|3, Leonarda De Benedictis1, Valentina Schino1|2, Giovanna Simone1, Giuseppe Ruospo1, Sally K. Chesnut4, Maria Söderlund-Venermo4, Vito Martella5, Angela Stufano6, Claudia Maria Trombetta7, Piero Lovreglio1 | 1Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; 2Corso di Dottorato di Ricerca in Sanità Animale e Zoonosi, Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Valenzano (BA), Italia; 3Corso di Dottorato di Ricerca in Earth Processes and Management of Resources and Risks for a Resilient Society, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; 4Dipartimento di Virologia, Università di Helsinki, Helsinki, Finlandia; 5Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Valenzano (BA), Italia; 6Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Foggia, Italia; 7Dipartimento di Medicina Molecolare e dello Sviluppo, Università degli Studi di Siena, Italia

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Introduzione. Gli studi di sieroprevalenza per le zoonosi emergenti in lavoratori esposti occupazionalmente al contatto con animali potrebbero rappresentare uno strumento utile per indagare la circolazione virale e le potenziali dinamiche di trasmissione, integrando la sorveglianza sanitaria occupazionale nell'ottica dell'approccio One Health. L’orthomyxovirus Influenza D virus (IDV), l’arenavirus Lassa virus (LASV) e il protoparvovirus Tusavirus (TuV) sono virus recentemente segnalati come emergenti in ambito veterinario e umano, il cui ruolo zoonotico merita una valutazione mirata nelle popolazioni occupazionalmente esposte.
Obiettivi. Indagare la sieroprevalenza di IDV, LASV e TuV in lavoratori del settore zootecnico del Sud Italia e confrontare i risultati con quelli di un gruppo di controllo proveniente dalla stessa area geografica.
Metodi. Nel periodo 2023-2024, è stato arruolato un gruppo di allevatori di Puglia e Basilicata e un gruppo di controllo dalla popolazione generale residente nella medesima area. I campioni sierici di 140 allevatori di bovini e 60 controlli sono stati analizzati mediante saggi di inibizione dell’emoagglutinazione e neutralizzazione virale (VN) per la ricerca di anticorpi contro IDV D/660 e D/OK. La sieroprevalenza per LASV è stata indagata in 251 allevatori mediante ELISA, e successivamente mediante VN basata su pseudovirus. Infine, 114 lavoratori e 30 controlli sono stati testati per IgG specifiche anti-TuV mediante ELISA per la rilevazione di VP2 virus-like particles.
Risultati e conclusioni. Tra gli allevatori testati per IDV, il 42,9% (60/140) è risultato positivo per almeno uno dei due ceppi, con conferma al saggio VN in tutti i casi tranne uno; nel gruppo di controllo, testato esclusivamente per il ceppo D/660, la sieroprevalenza è risultata pari al 65,0% (39/60). Cinque campioni hanno mostrato positività per LASV ad ELISA, ma nessuno è stato confermato dal saggio VN. Per quanto riguarda TuV, è risultato positivo un solo allevatore (0,9%) e due soggetti del gruppo di controllo (6,7%); tutti e tre gli individui TuV-positivi risiedevano nella Provincia di Bari ed erano di età compresa tra 64 e 66 anni. Il soggetto positivo appartenente al gruppo degli allevatori era di sesso femminile, riferiva contatti regolari con bovini e ovini, e non utilizzava dispositivi di protezione individuale. L’elevata sieroprevalenza di IDV, più alta nella popolazione generale rispetto al gruppo di allevatori di bovini, potrebbe essere interpretata come indicativa del passaggio da una trasmissione esclusivamente zoonotica a quella interumana, configurando una potenziale minaccia per questo virus. Inoltre, la bassa sieroprevalenza di TuV, osservata anche tra i soggetti professionalmente esposti, suggerisce una circolazione sporadica e geograficamente localizzata dell’agente, con esposizione probabilmente non riconducibile al contatto diretto con bestiame. In tale contesto, la medicina del lavoro assume un ruolo strategico, nell’ottica dell’approccio One Health, nell’identificazione precoce e nel tracciamento di tali fenomeni oltre che nella tutela della salute dei lavoratori, contribuendo attivamente alla sorveglianza epidemiologica integrata.

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1. Leibler JH, et al. Influenza D virus exposure among US cattle workers: a call for surveillance. Zoonoses Public Health. 2023; 70: 166-170.

2. Trombetta CM, et al. Seroprevalence of influenza D virus in cattle workers: an occupational health perspective. J Med Virol. 2026; 98: e70817.

3. Väisänen E, et al. Global distribution of human protoparvoviruses. Emerg Infect Dis. 2018; 24: 1292-1299.

How to Cite



1.
SPA099 | SIEROPREVALENZA DI ZOONOSI VIRALI EMERGENTI IN LAVORATORI ESPOSTI: UN APPROCCIO ONE HEALTH IN MEDICINA DEL LAVORO: Riccardo Ravallese1|2, Gabriele Sacino1|3, Roberto Ravallese1|3, Leonarda De Benedictis1, Valentina Schino1|2, Giovanna Simone1, Giuseppe Ruospo1, Sally K. Chesnut4, Maria Söderlund-Venermo4, Vito Martella5, Angela Stufano6, Claudia Maria Trombetta7, Piero Lovreglio1 | 1Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; 2Corso di Dottorato di Ricerca in Sanità Animale e Zoonosi, Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Valenzano (BA), Italia; 3Corso di Dottorato di Ricerca in Earth Processes and Management of Resources and Risks for a Resilient Society, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; 4Dipartimento di Virologia, Università di Helsinki, Helsinki, Finlandia; 5Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Valenzano (BA), Italia; 6Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Foggia, Italia; 7Dipartimento di Medicina Molecolare e dello Sviluppo, Università degli Studi di Siena, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/917