https://doi.org/10.4081/gimle.916
SPA098 | INFORTUNI A RISCHIO BIOLOGICO IN UNA COORTE DI 16689 STUDENTI ED EQUIPARATI DEL SETTORE SANITARIO DELL’UNIVERSITÀ VANVITELLI
A. Palucci1, M. Lamberti1, P. Pianese1, V. Crispino2, N. Miraglia1, G. Porciello1, M. Spasiano1, A.R. Corvino1 | 1Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sezione di Igiene, Medicina Legale e Medicina del Lavoro - Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Italia; 2U.O.C. S.P.P. – Coordinamento Medici Competenti ASL Salerno, Italia
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Obiettivi. Stimare la prevalenza e analizzare le caratteristiche degli infortuni da rischio biologico negli operatori sanitari ed equiparati sottoposti a sorveglianza sanitaria afferenti all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, identificando i principali determinanti del rischio attraverso analisi multivariata.
Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo dal 2014 al 2025 su 16.689 soggetti sottoposti a sorveglianza sanitaria. Sono stati raccolti dati socio-demografici e informazioni sugli infortuni da agenti biologici documentati mediante referti di Pronto Soccorso. È stata effettuata un’analisi descrittiva e inferenziale, con regressione logistica multivariata per identificare i fattori associati al rischio di infortunio.
Risultati e conclusioni. Sono stati registrati 177 infortuni (1,1%). Le punture da ago rappresentavano la modalità più frequente (65,0%), seguite da ferite da taglio (11,3%) ed esposizioni mucocutanee. La quota maggiore di soggetti infortunati era costituita da medici specializzandi (61,6%), in particolare dell’area chirurgica (27,1%), seguiti dall’area medica (19,2%) e dei servizi (15,3%). Le lesioni si verificavano più frequentemente nei primi anni di formazione. L’analisi multivariata ha evidenziato un rischio significativamente più elevato nei corsisti di professioni sanitarie (OR=8,673; IC95%: 3,196–35,634) e nei medici specializzandi (OR=50,726; IC95%: 17,789–214,279) rispetto agli studenti di medicina. L’età risultava inversamente associata al rischio (OR=0,899; IC95%: 0,846–0,948). I risultati confermano la maggiore vulnerabilità dei soggetti in formazione e sottolineano la necessità di rafforzare programmi di formazione precoce, strategie preventive e sistemi di segnalazione degli infortuni.
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