https://doi.org/10.4081/gimle.909
SPA091 | I VETTORI VIRALI NELLE STRUTTURE DI RICERCA: UN RISCHIO OCCUPAZIONALE NASCOSTO?
Marcella Mauro1, Licio Collavin2, Stefan Shoeffner2, Gabriele Baj2, Elisabetta Azzoni2, Francesca Larese Filon1 | 1Occupational Medicine Unit, Department of Medical Sciences, University of Trieste, Italia; 2Department of Life Sciences, University of Trieste, Italia
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Obiettivi. creare un modello organizzativo di gestione del rischio da vettori lentivirali nelle facility di ricerca di ateneo.
Metodi. È stata condotta una valutazione strutturata del rischio relativo all’impiego di vettori lentivirali e retrovirali presso l’Università di Trieste, con l’obiettivo di identificare le mansioni ad alto rischio e i potenziali scenari di esposizione. Il processo ha incluso sopralluoghi nei laboratori, revisione delle procedure operative standard e interviste con ricercatori e personale tecnico per mappare le pratiche di lavoro e i punti critici. Sulla base di queste informazioni sono state redatte procedure standardizzate di gestione post‑esposizione per incidenti a rischio biologico, discusse con gli stakeholder e formalmente adottate a livello istituzionale.
Risultati e conclusioni. Tutto il personale potenzialmente esposto a vettori virali deve completare una formazione specifica su biosicurezza e gestione delle emergenze prima di iniziare qualsiasi attività sperimentale. Inoltre, viene attuata una sorveglianza sanitaria mirata in base alle caratteristiche dei vettori e alle mansioni svolte. Linee guida scritte per la gestione post‑esposizione, facilmente disponibili in tutti i laboratori, sono state implementate e diffuse, e vengono organizzati regolari aggiornamenti per garantirne la corretta applicazione. Ogni nuovo progetto di ricerca che utilizzi differenti costrutti lentivirali o retrovirali è sistematicamente esaminato e autorizzato dal Comitato di Biosicurezza di Ateneo, che verifica il rispetto dei requisiti di contenimento, sorveglianza e gestione post‑esposizione. In conclusione, nonostante il loro ampio utilizzo, le implicazioni di biosicurezza legate alla manipolazione di vettori lentivirali e retrovirali rimangono solo parzialmente caratterizzate e sono spesso sottovalutate nei contesti non clinici. Valutazioni sistematiche di idoneità alla mansione, formazione specifica per compiti a rischio e procedure di gestione post‑esposizione chiaramente definite dovrebbero essere considerate componenti essenziali della gestione del rischio ovunque questi agenti vengano impiegati. Lo sviluppo e l’adozione di linee guida internazionali armonizzate contribuirebbero a ridurre la variabilità delle pratiche e a promuovere standard di biosicurezza coerenti nelle istituzioni accademiche di ricerca e nel settore farmaceutico.
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1. Jaballah SA, Ali LM, Jehad MA, Akhlaq S, Rizvi TA, Mustafa F. Retroviral Vector Technology for Gene Therapy: History, Current Landscape, and Future Prospects. J Mol Biol. 2025 Dec 15;437(24):169473. doi: 10.1016/j.jmb.2025.169473. Epub 2025 Oct 3. PMID: 41046905. DOI: https://doi.org/10.1016/j.jmb.2025.169473
2. Fujimoto GR, Wooley DP, Byers KB, Yang OO, Behrman AJ, Winters TH, Hudson TW. Update on Managing the Risks of Exposure to Lentiviral and Retroviral Vectors. J Occup Environ Med. 2024 Oct 1;66(10):818-825. doi: 10.1097/JOM.0000000000003166. Epub 2024 Jun 11. PMID: 38913827. DOI: https://doi.org/10.1097/JOM.0000000000003166
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