Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.907

SPA089 | MISURA OGGETTIVA DEI TEMPI DI FISSAZIONE ATTIVA DELLO SCHERMO IN IMPIEGATI: UNO STUDIO PILOTA

Edoardo Marelli1, Davide Ruongo1, Simone Dalola2, Emma Sala1, Cesare Tomasi1, Vittorio Ferrari2, Marco Ferrari2, Giuseppe De Palma1|2 | 1Department of Medical and Surgical Specialties, Radiological Sciences and Public Health, School of Specialization in Occupational Medicine, University of Brescia, Italia; 2Department of Information Engineering, University of Brescia, Italia

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Introduzione. L’oramai sempre più diffuso utilizzo dei videoterminali (VDT) rappresenta una sfida chiave per gli attori della salute e della sicurezza nel mondo del lavoro, in particolare per il Medico Competente. Lo studio si pone l’obiettivo di identificare un metodo di valutazione oggettiva del rischio derivante dall’impegno visivo al VDT, utile e necessaria per una più corretta gestione dello stesso.
Obiettivi. L’obiettivo specifico dello studio è stato quello di testare un prototipo brevettato da parte dell’Università di Brescia. In questo studio è stata introdotta una versione avanzata del software, capace di registrare in maniera precisa i dati di fissazione e di permanenza dell’operatore al videoterminale.
Metodi. È stato sviluppato un sistema di monitoraggio non indossabile basato su webcam e software per l’analisi delle immagini che, tramite algoritmi di visione artificiale (OpenCV), rileva la posizione di volto, occhi e pupille. La rilevazione del volto permette di valutare la presenza dell’operatore, mentre l’identificazione della posizione di occhi e pupille (tramite Haar cascade classifier) valuta la fissazione visiva sullo schermo. Lo studio ha incluso 30 lavoratori amministrativi classificati come “VTD-users” dell’Università di Brescia, osservati durante l’attività lavorativa ordinaria. I dati raccolti, nel rispetto della privacy, sono stati analizzati mediante metodologie statistiche standard per esplorare l’associazione tra presenza e fissazione.
Risultati e conclusioni. Sono stati valutati tre parametri: tempo totale di registrazione (TRT), tempo di presenza al VDT (FDT) e tempo di fissazione visiva (SFT). Dall’analisi è emersa una correlazione statisticamente significativa tra presenza e fissazione visiva, indicando l’affidabilità del sistema nel distinguere attività visiva e presenza passiva al VDT. Non è stata osservata alcuna correlazione significativa tra il tempo totale e gli altri due parametri, verosimilmente attribuibile all’elevata variabilità delle attività svolte nel corso del turno lavorativo. Lo studio rappresenta uno dei primi tentativi di analisi oggettiva dell’interazione operatore-VDT tramite tecnologia non indossabile, senza interferenze sull’attività lavorativa. I risultati evidenziano un’ampia variabilità giornaliera delle percentuali di fissazione visiva (dal 3% all’81%), ciò suggerisce che la classificazione normativa dei lavoratori come “VDT-users” includa in realtà un ampio spettro di profili operativi con differenti livelli di esposizione visiva. L’approccio consente di migliorare la valutazione del rischio da impegno visivo e di correlare l’eventuale affaticamento con specifici compiti lavorativi. Inoltre, apre prospettive per modelli predittivi basati su dati reali, utili alla gestione del rischio e all’ottimizzazione dei carichi di lavoro. Le principali limitazioni riguardano condizioni ambientali sfavorevoli (illuminazione troppo bassa o eccessiva), presenza di occhiali e variabilità della durata dei turni. Futuri sviluppi potrebbero integrare valutazioni cliniche e tecniche di intelligenza artificiale per raffinare acquisizione e analisi. In conclusione, il sistema rappresenta uno strumento promettente per una valutazione oggettiva e non invasiva dei rischi legati all’uso dei VDT, con conseguenti ricadute sulla prevenzione e nella gestione della salute occupazionale.

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1. G. De Palma, et al. Objective evaluation of active interactions between the operator and display screen equipment using an innovative acquisition system. Bioengineering. 2023; 10: 686. DOI: https://doi.org/10.3390/bioengineering10060686

2. S. Shin, et al. The relationship between visual display terminal usage at work and symptoms related to computer vision syndrome. Ann Occup Environ Med. 2023; 35: e1. DOI: https://doi.org/10.35371/aoem.2023.35.e1

3. F. Ccami-Bernal, et al. Prevalence of computer vision syndrome: a systematic review and meta-analysis. J Optom. 2024; 17: 100482 DOI: https://doi.org/10.1016/j.optom.2023.100482

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1.
SPA089 | MISURA OGGETTIVA DEI TEMPI DI FISSAZIONE ATTIVA DELLO SCHERMO IN IMPIEGATI: UNO STUDIO PILOTA: Edoardo Marelli1, Davide Ruongo1, Simone Dalola2, Emma Sala1, Cesare Tomasi1, Vittorio Ferrari2, Marco Ferrari2, Giuseppe De Palma1|2 | 1Department of Medical and Surgical Specialties, Radiological Sciences and Public Health, School of Specialization in Occupational Medicine, University of Brescia, Italia; 2Department of Information Engineering, University of Brescia, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/907