Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.884

SPA066 | RISCHIO BIOLOGICO IN AGRICOLTURA: VACCINAZIONE ANTITETANICA TRA OBBLIGO E NUOVE PROSPETTIVE DI SCREENING

Venerando Rapisarda, Giuseppe Sferrazzo, Alfio Sorbello, Giovanni Alessandra, Andrea Marconi, Angelo Oliveri, Giuseppe Cristian Rizzo, Paola Senia | Medicina del Lavoro, Università di Catania, Italia

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Introduzione. In Italia la Legge 292/63, ha reso obbligatoria la vaccinazione antitetanica per alcune categorie di lavoratori ritenuti più esposti all’infezione da Clostridium tetani. Tra questi rientrano i lavoratori del settore agricolo (1,2). Recenti studi dimostrano che l'attuale stato di immunizzazione dei lavoratori agricoli in Italia rivela significative disparità, che riflettono una distribuzione non omogenea della copertura vaccinale (3). Ciò anche in relazione alla sempre crescente difficoltà a reperire, sul territorio nazionale, i vaccini anti-tetanici monodose.
Obiettivi. L’obiettivo del presente studio è stato quello di analizzare lo stato immunitario antitetanico in un campione di braccianti agricoli impiegati in aziende della Sicilia orientale nel periodo Settembre 2025 – Aprile 2026 tramite il dosaggio quantitativo delle IgG.
Metodi. Nell’ambito della sorveglianza di braccianti agricoli è stato somministrato un questionario per valutare lo stato vaccinale del tetano e successivamente dosato il titolo anticorpale delle IgG. L’analisi è stata condotta su campioni di sangue intero, mediante un analizzatore a fluorescenza (AFR-600 Smart FIA Test Reader, Hangzhou Alltest Biotech, Ltd.). I valori di IgG sono stati espressi nel range 0,05-10 UI/mL: a) <0,1 UI/mL, immunizzazione necessaria; b) 0,1–1,0 UI/mL, immunizzazione presente, rivalutazione a 1-2 anni; c) 1,0–5,0 UI/mL immunizzazione presente, rivalutazione a 2-4 anni; d) >5,0 UI/mL, immunizzazione presente, rivalutazione a 4-8 anni. Il campione ematico, ottenuto attraverso pungi dito, è stato immesso in provette con soluzione tampone mediante contagocce e successivamente trasferito nella cassetta di lettura delle IgG. L’analisi è stata effettuata on-site dopo 15 min. e il risultato emesso tramite scontrino.
Risultati e conclusioni. Nel periodo in esame sono stati sottoposti a sorveglianza sanitaria 600 (100%) braccianti agricoli. Di questi 342 (57%) erano stranieri provenienti da: Albania; Ciad; Gambia; Guinea; Libia; Mali; Marocco; Senegal; Somalia; Tunisia. Il 25% (n=150) dichiarava di aver ricevuto la somministrazione della vaccinazione antitetanica, con risultato positivo solo per il 68% (n=102) di loro. Il 7,5% (n=45) dichiara di non aver effettuato mai/negli ultimi 10 anni la vaccinazione antitetanica con dosaggio quantitativo delle IgG<0,1 UI/mL. Il 67,5% (n=405) non ricordava di aver effettuato o meno la vaccinazione negli ultimi 10 anni. I test on-site effettuati per questo gruppo di lavoratori evidenziavano un titolo anticorpale protettivo nel 75% (n=304) dei casi >0,1 UI/mL, ma di questi solo 154 (51%) presentavano un titolo >1 UI/mL. Lo screening ha quindi mostrato come il 32% (n=194) dei lavoratori non presentasse un’adeguata copertura vaccinale. Di questi l’88% (n=171) proveniva da Paesi stranieri. L’esecuzione del test on-site ha permesso, nei casi con IgG<0,1 UI/mL, la somministrazione del vaccino, consentendo il rilascio del giudizio di idoneità e quindi l’ottimizzazione dei tempi della sorveglianza sanitaria e dei costi di gestione. Pertanto, tali risultati evidenziano come i dati anamnestici sulla copertura vaccinale sono spesso insufficienti e non attendibili. Solo attraverso i certificati vaccinali ovvero la determinazione del titolo anticorpale è possibile avere una reale e dimostrabile (dal punto di vista medico-legale) conoscenza dell’immunità dei lavoratori contro il tetano. Nell’ambito della sorveglianza sanitaria, l’introduzione di tecniche di screening rapido on-site sembra una soluzione di semplice attuazione, specie in presenza di lavoratori stranieri per cui è difficile poter acquisire i certificati vaccinali, rilasciati dalle autorità sanitarie locali e per cui spesso si ha difficoltà ad introdurre questi lavoratori nei programmi di vaccinazione previsti nei piani sanitari regionali.

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1. Manuela Tamburro, Vincenza Anzelmo, Paolo Bianco, Michela Lucia Sammarco, Francesco Salierno, Giancarlo Ripabelli. Studio pilota sul rischio biologico nei settori agricoltura ed edilizia in Molise. Med Lav 2017; 108, 2: 130-137. DOI: https://doi.org/10.23749/mdl.v108i2.5972

2. M. Riccò, B. Razio, C. Panato, L. Poletti, C. Signorelli. Knowledge, Attitudes and Practices of Agricultural Workers towards Tetanus Vaccine: a Field Report. Ann Ig 2017; 29: 239-255.

3. Ermanno Vitale, Veronica Filetti, Giorgio Bertolazzi, Gabriele Giorgianni, Nektaria Zagorianakou, Andrea Marino, Massimiliano Esposito, Vincenzo Restivo, Serena Matera, Venerando Rapisarda and Luigi Cirrincione. Tetanus Vaccination in Agricultural Workers: A Retrospective Study on Seroprevalence over 10 Years. Vaccines. (2024), 12, 1363. DOI: https://doi.org/10.3390/vaccines12121363

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1.
SPA066 | RISCHIO BIOLOGICO IN AGRICOLTURA: VACCINAZIONE ANTITETANICA TRA OBBLIGO E NUOVE PROSPETTIVE DI SCREENING: Venerando Rapisarda, Giuseppe Sferrazzo, Alfio Sorbello, Giovanni Alessandra, Andrea Marconi, Angelo Oliveri, Giuseppe Cristian Rizzo, Paola Senia | Medicina del Lavoro, Università di Catania, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/884