https://doi.org/10.4081/gimle.874
SPA060 | IL LAVORO IBRIDO: RUOLI E IMPLICAZIONI PER IL MEDICO COMPETENTE
Pietro Ferraro1, Giuseppe Saffioti1, Giuditta Simoncelli2, Emma Pietrafesa3, Laura De Angelis2, Sara Anastasi2, Agnese Martini3 | 1Direzione Sanità, Rete Ferroviaria Italiana, Italia; 2Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, Inail, Roma, Italia; 3Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Inail, Roma, Italia
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Obiettivi. L’obiettivo è analizzare l’evoluzione del ruolo del Medico Competente (MC) nel lavoro ibrido. Si intende approfondire come il MC debba agire quale consulente globale, integrando la gestione dei rischi psicosociali ed ergonomici con l’uso di tecnologie innovative per garantire una prevenzione personalizzata e l’inclusione dei lavoratori fragili.
Metodi. È stata condotta un'analisi del quadro normativo e della letteratura scientifica, con particolare riferimento ai dati epidemiologici europei (ESENER 2024). Sono stati esaminati i risultati di progetti di ricerca istituzionale, come il progetto SWILSS, che utilizza l'Intelligenza Artificiale (AI) per il supporto alla prevenzione. La metodologia ha previsto un approccio multidisciplinare per integrare aspetti clinici, organizzativi e tecnologici, valutando l'impatto di strumenti quali la telemedicina e i dispositivi wearable nella pratica del Medico Competente.
Risultati. Il lavoro mostrerà lo stato dell’arte sul ruolo del medico competente nel lavoro ibrido, evidenziando la necessità di progettare e sviluppare una sorveglianza sanitaria che tenga conto di una valutazione dei rischi che passi da modelli statici a modellizzazioni dinamiche e adattive. La discussione, inoltre, verterà sul ruolo chiave che il Medico Competente assume nella prevenzione e individuazione precoce di disturbi ergonomici, di sovraccarico cognitivo e di digital burnout, spesso sottovalutati dalle organizzazioni (in Italia il 47% delle aziende non percepisce i rischi psicosociali come prioritari), il ruolo che il MC ha nell’educazione sanitaria e nella progettazione di postazioni remote ergonomiche. Verrà, inoltre, esplorato il potenziale delle tecnologie "human-centered": l’integrazione di AI, sistemi RAG e telemedicina abilita una "prevenzione aumentata", favorendo il monitoraggio predittivo e l’accomodamento ragionevole per i lavoratori oncologici o con disabilità, in linea con i paradigmi dell'Industria 5.0.
Conclusioni. In conclusione, la sfida per il MC consiste nel governare la complessità dei nuovi sistemi sociotecnici attraverso la multidisciplinarità. La sorveglianza sanitaria deve trasformarsi in un investimento strategico, capace di integrare la prevenzione direttamente nel design delle tecnologie digitali e nei processi organizzativi. Solo un approccio partecipativo e anticipatorio potrà garantire il benessere psicofisico e la sostenibilità del lavoro nell'era digitale.
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1. Corte di Cassazione, Sezione Lavoro. (2025, 10 gennaio). Sentenza n. 605/2025.
2. EU-OSHA – European Agency for Safety and Health at Work. (2023). Remote and hybrid work [Infosheet]. ISBN 978-92-9402-184-7.
3. Langezaal, M. A., Goldberg, M., Rey, G., Wang, S., van den Broek, E. L., Vermeulen, R., & Peters, S. (2025). AI-Induced Occupational Health Assessment. Studies in health technology and informatics, 330, 479–508. https://doi.org/10.3233/SHTI251446 DOI: https://doi.org/10.3233/SHTI251446
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