https://doi.org/10.4081/gimle.867
SPA053 | RISCHIO CALDO NEI LUOGHI DI LAVORO: PERCEZIONE, CONOSCENZA E STRUMENTI OPERATIVI DEL PROGETTO WORKLIMATE
M. Bonafede1, G. Guerri1, A. Marinaccio1, M. Morabito2, A. Binazzi1 | 1Inail, Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del lavoro ed ambientale, Laboratorio di Epidemiologia, Roma, Italia; 2Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto per la BioEconomia, Firenze, Italia; Gruppo Di Lavoro Worklimate 3.0, Italia
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Obiettivi. Analizzare la relazione tra percezione e conoscenza del rischio caldo nei lavoratori e descrivere il contributo degli strumenti del progetto Worklimate nel supportare le aziende nella prevenzione.
Metodi. È stata condotta una survey trasversale nazionale (“Caldo e Lavoro”) nel periodo 2021–2022, somministrata online a lavoratori di diversi settori. La percezione del rischio è stata analizzata con Principal Component Analysis, mentre le differenze tra gruppi e i determinanti della conoscenza sono stati valutati con ANOVA, chi-quadro e regressione lineare multipla.
Risultati. Sono stati analizzati 858 lavoratori. I lavoratori manuali e quelli esposti all’aperto o in ambienti senza climatizzazione mostrano una maggiore percezione del rischio rispetto ad altri gruppi, ma tale percezione non è accompagnata da un adeguato livello di conoscenza. Più del 40% dei lavoratori non riconosce i sintomi del colpo di calore o non sa adottare corrette azioni di emergenza, e meno del 30% è consapevole della potenziale letalità delle patologie correlate al caldo. L’analisi evidenzia una discrepanza tra percezione soggettiva e conoscenza reale, con una possibile sovrastima delle proprie competenze (“illusione di conoscenza”), che può ridurre l’adozione di comportamenti protettivi. Fattori come livello di istruzione, ambiente di lavoro e consapevolezza degli effetti del rischio influenzano significativamente la conoscenza. In questo contesto, il progetto Worklimate contribuisce a colmare tale gap attraverso strumenti operativi per le aziende, tra cui sistemi previsionali del rischio caldo, piattaforme di allerta, web gis il monitoraggio della perdita di produttività e materiali informativi, che supportano decisioni organizzative e comportamentali (es. rimodulazione dei turni, pause e idratazione).
Conclusione. Il rischio caldo rappresenta una priorità emergente per la salute occupazionale. L’integrazione tra analisi della percezione, formazione mirata e strumenti operativi innovativi è essenziale per migliorare l’efficacia delle strategie di prevenzione e rafforzare la capacità di adattamento delle aziende.
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1. Bonafede M, et al. Climate change and occupational health: perceptions and knowledge of heat stress in Italy. Saf Sci. 2026; 200: 107245.
2. Marinaccio A, et al. Climate change and occupational health and safety. Environ Res. 2025; 120844.
3. Morabito M, et al. Heat-related occupational risk and prevention policies. J Expo Sci Environ Epidemiol. 2025.
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