Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.862

SPA048 | IMPATTO DELL'OBESITÀ E DELL'ADERENZA ALLA DIETA MIND SU CAPACITÀ LAVORATIVA E QUALITÀ DELLA VITA: UNO STUDIO TRASVERSALE SUGLI OPERATORI SANITARI

V. Schino1|2|3, R. Piccarreta4, A. Stufano4 | 1Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; 2U.O. Medicina del Lavoro, Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Riuniti, Foggia, Italia; 3Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, PhD in “Sanità animale e zoonosi”, Italia; 4Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Foggia, Italia

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Introduzione. L'alimentazione rappresenta un determinante modificabile della salute, con crescenti evidenze del ruolo neuroprotettivo e antinfiammatorio della dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay). Tale pattern nutrizionale si inserisce in un quadro biopsicosociale più ampio, in cui infiammazione sistemica di basso grado, benessere psicologico e funzioni cognitive interagiscono dinamicamente, con potenziali ricadute sulla capacità lavorativa. Sebbene gli effetti della dieta MIND sul declino cognitivo richiedano ulteriori approfondimenti, la sua azione modulatrice sui processi infiammatori e sul benessere funzionale potrebbe rappresentare un fattore protettivo rilevante. In ambito occupazionale, la relazione tra aderenza a questo pattern nutrizionale, qualità della vita percepita e capacità lavorativa rimane scarsamente esplorata, soprattutto nella popolazione degli operatori sanitari.
Obiettivi. Il presente studio mira ad analizzare le correlazioni tra qualità della vita percepita, abitudini nutrizionali (con particolare riferimento all'aderenza alla dieta MIND) e capacità lavorativa in una coorte di personale sanitario, al fine di implementare strategie di prevenzione e promozione della salute personalizzate sul luogo di lavoro.
Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale trasversale presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria "Policlinico Riuniti" di Foggia. La coorte è composta esclusivamente da operatori sanitari reclutati in occasione delle visite periodiche di sorveglianza sanitaria. La raccolta dati è stata effettuata mediante la somministrazione di tre strumenti validati: il Work Ability Index (WAI) per la valutazione della capacità lavorativa, lo Short Form-36 Health Survey (SF-36) per misurare la qualità della vita percepita, e il questionario di aderenza alla dieta MIND per indagare i pattern nutrizionali.
Risultati e conclusioni. Sono stati arruolati 430 operatori sanitari (età media 35,8 ± 8,7 anni; range 22–65), prevalentemente infermieri (32,3%), Medici Specializzandi (29,5%) e Dirigenti Medici (16,7%). Il WAI, calcolato su 360 soggetti, ha mostrato un punteggio medio di 43,6 ± 4,7 punti (mediana 45; range 24–50), con l'88,9% del campione nelle categorie eccellente o buona. Il punteggio di aderenza alla dieta MIND è risultato di 9,58 ± 2,24 (range 3–15), con il 68,8% in fascia ottima (≥9). Le subscale dell'SF-36 hanno evidenziato un gradiente fisico/mentale: la componente fisica (Physical Component Summary, PCS: 83,1 ± 19,3) è risultata superiore a quella mentale (Mental Component Summary, MCS: 72,2 ± 22,4), con i punteggi più bassi per vitalità (VT: 61,8) e salute generale percepita (GH: 67,1). L'analisi di Spearman ha mostrato correlazioni significative tra WAI e tutte le subscale SF-36 (ρ=0,45–0,64; p<0,001), con la correlazione più elevata verso la componente mentale (MCS: ρ=0,64). Il punteggio MIND ha mostrato associazioni significative con MCS (ρ=0,15; p=0,002) e vitalità (ρ=0,20; p<0,001). Nelle analisi di regressione multipla con standard error robusti (OLS-HC3), l'età è risultata il predittore principale della componente fisica della qualità della vita (PCS: β=–0,26; p<0,001), mentre il punteggio MIND è emerso come predittore indipendente significativo di PCS (β=+0,11; p=0,006), MCS (β=+0,15; p=0,003) e vitalità (β=+0,18; p<0,001). I risultati preliminari suggeriscono che, in una coorte di operatori sanitari giovani, il benessere psicologico percepito costituisce il principale correlato della capacità lavorativa, sottolineando la necessità di strategie di sorveglianza sanitaria occupazionale che integrino la dimensione mentale con quella fisica. Il punteggio MIND emerge come predittore indipendente della qualità della vita — in particolare della componente mentale e della vitalità — indipendentemente da età, sesso e mansione, sostenendo il ruolo della dieta neuroprotettiva come potenziale target di intervento nei programmi di promozione della salute in ambito lavorativo.

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1. Barnes LL, Dhana K, Liu X, et al. Trial of the MIND Diet for Prevention of Cognitive Decline in Older Persons. N Engl J Med. 2023;389(7):602-611. doi:10.1056/NEJMoa2302368.

2. Timlin D, Giannantoni B, McCormack JM, et al. Comparison of barriers and facilitators of MIND diet uptake among adults from Northern Ireland and Italy. BMC Public Health. 2021;21(1):265. Published 2021 Feb 2. doi:10.1186/s12889-021-10307-9.

3. Filippini T, Adani G, Malavolti M, et al. Dietary Habits and Risk of Early-Onset Dementia in an Italian Case-Control Study. Nutrients. 2020;12(12):3682. Published 2020 Nov 29. doi:10.3390/nu12123682.

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1.
SPA048 | IMPATTO DELL’OBESITÀ E DELL’ADERENZA ALLA DIETA MIND SU CAPACITÀ LAVORATIVA E QUALITÀ DELLA VITA: UNO STUDIO TRASVERSALE SUGLI OPERATORI SANITARI: V. Schino1|2|3, R. Piccarreta4, A. Stufano4 | 1Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, Italia; 2U.O. Medicina del Lavoro, Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Riuniti, Foggia, Italia; 3Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Bari, PhD in “Sanità animale e zoonosi”, Italia; 4Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Foggia, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/862