Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.858

SPA044 | DISFUNZIONE AUTONOMICA CARDIACA NEL LONG COVID: ANALISI LONGITUDINALE E PREDIZIONE MEDIANTE MACHINE LEARNING

L. Lopedote1, F. Barbic1, B. Cairo3, D. Loiacono2 | 1Dipartimento di Scienze Biomediche - Humanitas University, Milano, Italia; 2Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria - Politecnico di Milano, Italia; 3Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute, Università degli Studi di Milano, Italia

Publisher's note
All claims expressed in this article are solely those of the authors and do not necessarily represent those of their affiliated organizations, or those of the publisher, the editors and the reviewers. Any product that may be evaluated in this article or claim that may be made by its manufacturer is not guaranteed or endorsed by the publisher.
10
Views
14
Downloads

Authors

Introduzione. Il Long COVID interessa una quota rilevante di soggetti guariti da SARS-CoV-2 e può manifestarsi con sintomi persistenti e spesso invalidanti, tra cui fatica, intolleranza ortostatica e deficit cognitivi. Tali manifestazioni, pur clinicamente eterogenee, potrebbero condividere un comune substrato fisiopatologico nella disfunzione del sistema nervoso autonomo. In questo contesto, la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) rappresenta uno strumento non invasivo per esplorare la modulazione autonomica cardiaca. Tuttavia, l’evoluzione longitudinale di queste alterazioni e la possibilità di predire precocemente lo sviluppo di una Sindrome Autonomica Long-COVID (LCAS) rimangono ancora poco definite.
Obiettivi. Caratterizzare longitudinalmente la disfunzione autonomica cardiaca in pazienti post-COVID-19 durante 12 mesi di follow-up e testare se variabili cliniche, biomarcatori ematochimici acuti e indici HRV precoci, a riposo e durante ortostatismo, possano predire lo sviluppo di LCAS mediante modelli di machine learning.
Metodi. Studio osservazionale prospettico monocentrico su 45 adulti lavoratori ospedalizzati per COVID-19 (ottobre 2020 – marzo 2021). Alla dimissione (T0) sono stati dosati i biomarcatori infiammatori acuti; a 1, 6 e 12 mesi sono stati somministrati il questionario COMPASS-31 e l'analisi HRV (indici temporali, frequenziali e non lineari) durante ortostatismo attivo. La LCAS è stata definita da un incremento del COMPASS-31 da <16,4 pre-infezione a >16,4 nel follow-up. Le traiettorie longitudinali sono state modellate con modelli lineari misti; la predizione della LCAS è stata valutata confrontando XGBoost e SVM lineare mediante nested 5-fold cross-validation.
Risultati e conclusioni. I pazienti con LCAS hanno mostrato traiettorie autonomiche divergenti rispetto ai controlli post-COVID senza LCAS. A 12 mesi presentavano una riduzione significativa dell’HRV globale a riposo, documentata da valori inferiori di SDNN (p=0,010) e SD2 (p=0,009), indicando una perdita della complessità e dell’adattabilità della regolazione autonomica cardiaca. Durante ortostatismo, i controlli post-COVID mostravano una risposta fisiologica allo stimolo gravitazionale, con riduzione di HFnu, indicativa di diminuita modulazione vagale (p=0,045), e con incremento del rapporto LF/HF, indicativo di modifica della bilancia simpato-vagale (p=0,011). Al contrario, nei pazienti LCAS tali modificazioni erano assenti, con HFnu invariata (p=0,284) e mancato incremento di LF/HF (p=0,966), suggerendo una compromissione della risposta del controllo autonomico cardiaco allo stimolo gravitazionale. Tra i modelli predittivi, la SVM lineare ha mostrato le migliori prestazioni rispetto a XGBoost, con accuratezza pari a 0,800, F1-score 0,797 e AUC ROC 0,784. Il predittore più stabile è risultato l’interazione tra frequenza di picco della banda LF in ortostatismo a T1 e conta piastrinica a T0, compatibile con una potenziale interazione tra alterazione autonomica precoce e priming infiammatorio/protrombotico. Nel complesso, la LCAS emerge come fenotipo distinto del Long COVID, caratterizzato da progressiva alterazione della modulazione autonomica cardiaca e risposta attenuata allo stimolo ortostatico. L’integrazione di indici HRV precoci e variabili ematochimiche acute mediante machine learning ha mostrato una promettente capacità di identificare i pazienti a rischio di sviluppare LCAS. Tale approccio, se validato in coorti indipendenti, potrebbe risultare utile anche nello studio di disautonomie post-infettive successive ad altre infezioni virali.

Downloads

Download data is not yet available.

1. Rigo S, et al. The Long-COVID autonomic syndrome in hospitalized patients: A one-year prospective cohort study. Eur J Intern Med. 2024; 120: 38–45.

2. Marques KC, Quaresma JAS, Falcão LFM. Cardiovascular autonomic dysfunction in “Long COVID”: pathophysiology, heart rate variability, and inflammatory markers. Front Cardiovasc Med. 2023; 10: 1256512.

3. Barbic F, et al. Cardiovascular parameters and neural sympathetic discharge variability before orthostatic syncope: role of sympathetic baroreflex control to the vessels. Physiol Meas. 2015; 36: 633-641.

How to Cite



1.
SPA044 | DISFUNZIONE AUTONOMICA CARDIACA NEL LONG COVID: ANALISI LONGITUDINALE E PREDIZIONE MEDIANTE MACHINE LEARNING: L. Lopedote1, F. Barbic1, B. Cairo3, D. Loiacono2 | 1Dipartimento di Scienze Biomediche - Humanitas University, Milano, Italia; 2Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria - Politecnico di Milano, Italia; 3Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute, Università degli Studi di Milano, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/858