Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.855

SPA041 | RISCHIO ALLERGICO A DERIVATI ANIMALI: ANALISI DEI PROFILI ESPOSITIVI E DI SENSIBILIZZAZIONE DEL PERSONALE DI UN OSPEDALE VETERINARIO

Alessia Broggio1, Paola Mason1|2, Anna Chiara Frigo2, Mariella Carrieri1|2, Maria Angiola Crivellaro3, Maria Luisa Scapellato1|2 | 1U.O.C. di Medicina del Lavoro, Azienda Ospedale Università di Padova, Italia; 2Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari, Università degli Studi di Padova, Italia; 3U.O.S.D. di Allergologia, Azienda Ospedale Università di Padova, Italia

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Introduzione. L’esposizione ad allergeni di origine animale costituisce un rischio per il personale veterinario, associato allo sviluppo di sensibilizzazioni mediate da IgE e conseguenti disturbi allergici respiratori e cutanei [1]. Il contesto veterinario risulta ancora poco studiato rispetto ad altri settori occupazionali, come quello dei lavoratori a contatto con animali da laboratorio o degli allevatori [2]. Inoltre, la gestione del rischio allergologico risulta complessa: mancano valori limite espositivi occupazionali; le valutazioni ambientali presentano eterogeneità nelle misure di campionamento e nelle analisi; le esposizioni ad allergeni di origine animale sono spesso antecedenti o concomitanti con l’attività lavorativa.
Obiettivi. Caratterizzare, con criteri omogenei e standardizzati, l’esposizione professionale e la sintomatologia associata agli allergeni animali nel settore veterinario e conoscere i profili di sensibilizzazione nella corte di sintomatici, fornendo indicazioni utili ai fini della Sorveglianza Sanitaria per lo specifico contesto occupazionale.
Metodi. Un questionario anamnestico realizzato ad hoc è stato somministrato da un medico del lavoro a 97 lavoratori dei Dipartimenti di Veterinaria dell’Università di Padova, regolarmente sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo D. Lgs 81/2008 e D. Lgs 101/2020. Sulla base delle risposte fornite al questionario, strutturato in una sezione espositiva e in una clinica, sono stati selezionati 36 soggetti con sintomatologia respiratoria (asma o rinite moderata) per una successiva valutazione allergologica. La sensibilizzazione è stata valutata mediante positività a skin prick test per comuni aeroallergeni e allergeni animali, e/o tramite i livelli rilevabili di IgE specifiche (>0,10 kU/L) verso allergeni animali, includendo estratti interi e Component-Resolved Diagnostics (CRD), e verso allergeni di muffe e acari.
Risultati. Il 47% dei lavoratori riferisce rinite, il 4% asma e il 16,5% asma associata a rinite; il 14% dichiara dermatite atopica, l’11% orticaria, il 25% dermatite da contatto e il 2% angioedema. L’età di comparsa della sintomatologia è, in oltre la metà dei casi, superiore ai 18 anni. Le manifestazioni respiratorie e cutanee si associano a uno stato atopico (p<0.05). Nel campione sottoposto a valutazione allergologica, la sensibilizzazione ad allergeni animali (riscontrata nel 66,7% dei casi) appare correlata a una maggiore severità clinica, manifestandosi prevalentemente come asma o asma associata a rinite (p=0.0447). Inoltre, la sensibilizzazione verso allergeni animali è associata a minore età anagrafica (p=0.0149) e anzianità lavorativa (p=0.0231). L'analisi delle componenti molecolari ha confermato Fel d 1 come marker associato all'asma, e sono emersi alcuni specifici pattern di co-sensibilizzazione tra micofiti e allergeni di cane e di cavallo.
Conclusioni. Emerge un’elevata prevalenza di sintomatologia respiratoria e cutanea tra il personale veterinario, di cui lo stato atopico appare il principale modulatore di rischio. Il frequente esordio della sintomatologia dopo l’età adulta, l’associazione tra sensibilizzazione agli allergeni animali e severità clinica, nonché la presenza di specifiche co-sensibilizzazioni, suggeriscono un contributo rilevante dell’esposizione professionale. I soggetti maggiormente a rischio sono i giovani e i lavoratori ad inizio carriera. In tale scenario, l’identificazione precoce dei soggetti atopici o rinitici tramite strumenti diagnostici standardizzati (questionario) o mirati (CRD), risulta preziosa per la gestione del rischio e la prevenzione della patologia asmatica. La diagnostica molecolare, in particolare, consente una diagnosi più specifica, orienta l’outcome clinico e indirizza le scelte terapeutiche.

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1. Stave GM. Occupational Animal Allergy. Curr Allergy Asthma Rep. 2018 Feb 16;18(2):11. doi:10.1007/s11882-018-0755-0 PubMed PMID: 29453631.

2. Zahradnik E, Raulf M. Respiratory Allergens from Furred Mammals: Environmental and Occupational Exposure. Vet Sci. 2017 Aug 4;4(3):38. doi:10.3390/vetsci4030038 PubMed PMID: 29056697; PubMed Central PMCID: PMC5644656.

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1.
SPA041 | RISCHIO ALLERGICO A DERIVATI ANIMALI: ANALISI DEI PROFILI ESPOSITIVI E DI SENSIBILIZZAZIONE DEL PERSONALE DI UN OSPEDALE VETERINARIO: Alessia Broggio1, Paola Mason1|2, Anna Chiara Frigo2, Mariella Carrieri1|2, Maria Angiola Crivellaro3, Maria Luisa Scapellato1|2 | 1U.O.C. di Medicina del Lavoro, Azienda Ospedale Università di Padova, Italia; 2Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari, Università degli Studi di Padova, Italia; 3U.O.S.D. di Allergologia, Azienda Ospedale Università di Padova, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/855