Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.845

SPA031 | ESPOSIZIONE OCULARE ED EFFETTI NEI LAVORATORI

Alberto Modenese | Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Italia

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Introduzione e obiettivi. L’occhio è uno dei principali bersagli dell’esposizione professionale a radiazioni ionizzanti (RI) e non ionizzanti (NIR). Le differenti bande possono determinare effetti avversi responsabili di patologie acute e croniche, attraverso diversi meccanismi radiobiologici, fotochimici e termici. La protezione dell’apparato visivo e la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti costituiscono pertanto un elemento rilevante per la prevenzione del rischio oculare occupazionale.
Metodi e risultati. L’analisi delle evidenze disponibili conferma l’esistenza di numerosi effetti oculari da esposizione professionale a radiazioni. Per le RI, il cristallino è uno dei tessuti più radiosensibili; studi epidemiologici condotti in operatori sanitari esposti, piloti, liquidatori di Chernobyl e sopravvissuti alle esplosioni atomiche evidenziano un aumento del rischio di opacità lenticolari, e hanno contribuito alla revisione delle raccomandazioni ICRP e alla riduzione del limite di dose equivalente per il cristallino a 20 mSv/anno, recepito dal D.Lgs. 101/2020. Per le NIR, la radiazione UV è il principale fattore di rischio occupazionale per milioni di lavoratori outdoor. L’OMS attribuisce all’esposizione a UV solari una Population Attributable Fraction del 25% per la cataratta corticale e fino al 75% per lo pterigio e per i tumori della superficie oculare. Mentre i tumori oculari, incluso il melanoma oculare UV-correlato, sono patologie estremamente rare, pterigio e cataratta sono molto frequenti. Nelle aree a elevato indice UV la prevalenza di pterigio può superare il 15%, con un rischio circa doppio nei lavoratori outdoor rispetto agli indoor. La cataratta rimane ad oggi la principale causa di cecità e la seconda di visual impairment al mondo, affliggendo decine di milioni di persone. Va segnalato che alcuni studi indicano che l’esposizione cronica a radiazione solare tipica dei lavoratori outdoor sarebbe coinvolta anche nell’insorgenza di degenerazione maculare senile, attualmente la prima causa di cecità nei paesi occidentali per i soggetti con oltre 50 anni. Il meccanismo mediante cui possono comparire gli effetti a lungo termine citati sopra a seguito di esposizione cronica a radiazione UV, e in minor misura anche alla luce blu altamente energetica, è quello fotochimico. Per il prinicpio di reciprocità tale meccanismo può indurre anche effetti acuti, quali foto-cheratocongiuntivi e fotoretiniti, possibili in caso di esposizioni non protette a ROA, presenza di elevate riflessioni (es. snow blindness) e infortuni da Laser classe 3b e 4. Altre bande delle radiazioni ottiche, quali radiazioni visibili a più elevata lunghezza d’onda e raggi infrarossi, possono dare effetti termici: la cataratta da infrarossi e varie patologie oculari da LASER sono malattie professionali tabellate. Va infine ricordato che anche i campi elettromagnetici a alta frequenza hanno l’occhio come bersaglio e inducono effetti termici. Tuttavia, i limiti occupazionali in essere, basati su studi in modelli animali, sono largamente protettivi, e nemmeno a seguito di eventi accidentali con sovraesposizioni di rilievo si sono mai osservati effetti a seguito di esposizioni a CEM a alta frequenza. Al contrario, a seguito di un incidente con elettrocuzione e attraversamento diffuso del corpo da una corrente elettrica con surriscaldamento dei tessuti, può rilevarsi una cataratta franca a seguito del trauma.
Conclusioni. La sorveglianza sanitaria si deve orientare agli organi bersaglio dell’esposizione e ai lavoratori maggiormente esposti, quali operatori sanitari che utilizzano radiazioni ionizzanti, saldatori, addetti a sorgenti di ROA incoerenti e LASER e lavoratori outdoor. L’identificazione di lavoratori particolarmente sensibili e di alterazioni oculari precoci, associata a misure di protezione collettiva e individuale, rappresentano uno strumento essenziale per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.

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1. Modenese A, Chou R, Adam B, et al. Occupational Exposure to Solar Radiation and the Eye: A Call to Implement Health Surveillance of Outdoor Workers. Med Lav. 2023;114:e2023032.

2. Della Vecchia E, Modenese A, Loney T, et al. Risk of cataract in health care workers exposed to ionizing radiation: a systematic review. Med Lav. 2020;111:269-284.

3. Elder JA. Ocular effects of radiofrequency energy. Bioelectromagnetics. 2003;24(Suppl 6):S148-S161.

How to Cite



1.
SPA031 | ESPOSIZIONE OCULARE ED EFFETTI NEI LAVORATORI: Alberto Modenese | Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/845