Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.842

SPA028 | IL PROBLEMA DELLA INDIVIDUAZIONE E DELLA TOLLERANZA DEI DPI RADIOPROTETTIVI NEGLI OPERATORI SANITARI ESPOSTI A RADIAZIONI IONIZZANTI

Maria Grazia Lourdes Monaco1, Elpidio Maria Garzillo2, Vincenzo Camisa3, Roberto Moccaldi4 | 1Dipartimento di Scienze della Vita, della Salute e delle Professioni Sanitarie, Università degli Studi “Link Campus University”, Roma, Italia; 2Dipartimento di Prevenzione, ASL Abruzzo 1, L’Aquila, Italia; 3UOS Medicina del Lavoro - Funzione Health, Safety and Environment, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma, Italia; 4Associazione Italiana di Radioprotezione Medica, Roma, Italia

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Introduzione. I dispositivi di protezione individuale (DPI) per le radiazioni ionizzanti (RI), come camici anti-X, collari e occhiali protettivi, sono essenziali per ridurre l’esposizione occupazionale alle RI nei lavoratori esposti. Tuttavia, il loro utilizzo prolungato, in particolare per i camici, è frequentemente associato a problematiche ergonomiche, tra cui discomfort, affaticamento, disturbi muscoloscheletrici, nonché scarsa vestibilità e ridotta compliance [1,2]. Il discomfort associato all'utilizzo dei dispositivi di radioprotezione e la loro non sempre ottimale adattabilità alle caratteristiche individuali coinvolgono fattori biomeccanici, psicologici e occupazionali che possono influenzare direttamente il benessere lavorativo, la sicurezza degli operatori e l'efficacia della radioprotezione.
Obiettivi. Il lavoro analizza la letteratura sulla tollerabilità dei DPI radioprotettivi, valutando il rapporto tra ergonomia, discomfort e compliance. Approfondisce criticità di disponibilità e vestibilità dei DPI, il ruolo dei fattori comportamentali e della percezione del rischio, nonché il contributo della medicina del lavoro e del medico autorizzato su questa tematica.
Metodi. È stata condotta una overview della letteratura sui DPI radioprotettivi negli operatori sanitari esposti a radiazioni ionizzanti, che aggiorna un precedente lavoro [1]. La ricerca è stata effettuata nei database PubMed/MEDLINE, Scopus e Web of Science, includendo studi pubblicati negli ultimi cinque anni (2020–2026) in lingua inglese, con stringhe di ricerca elaborate ad hoc. Sono stati inclusi studi osservazionali, sperimentali, trial randomizzati, revisioni sistematiche e documenti di consenso. Il reporting dei risultati è organizzato in aree relative agli aspetti ergonomici, comportamentali, organizzativi e occupazionali.
Risultati. Sono stati selezionati 12 articoli su 1986 citazioni estratte. La letteratura mostra in modo consistente che i DPI utilizzati in radioprotezione, in particolare i camici anti-X, determinano un sovraccarico biomeccanico, che può tradursi in un incremento della fatica muscolare a livello cervico-dorso-lombare durante il loro utilizzo, riscontrato con l’uso dell’elettromiografia di superficie, o di aumentato stress termico e dell’attivazione muscolare soprattutto a livello di trapezio e spalle, oggettivato da studi sperimentali con termografia. I lavoratori riferiscono frequentemente: lombalgia; cervicalgia; dolore scapolo-omerale; affaticamento; limitazione dei movimenti; discomfort termico; peggioramento della sintomatologia in presenza di patologie muscoloscheletriche preesistenti [3]. La tollerabilità risulta influenzata da: peso del dispositivo; distribuzione del carico; durata di utilizzo; postura mantenuta durante la procedura; design ergonomico; compatibilità con caratteristiche antropometriche individuali. Anche per gli occhiali emergono criticità nell’uso, come ad esempio l’incompatibilità tra occhiali anti-X e lenti correttive. Gli occhiali anti-X rappresentano il dispositivo con la più bassa compliance, nonostante la nota associazione tra esposizione cronica e rischio di cataratta radioindotta. Il fitting emerge come uno dei principali determinanti della compliance. In questo scenario, il medico autorizzato assume un ruolo centrale non solo nella sorveglianza sanitaria, ma anche: nella valutazione ergonomica; nell’identificazione precoce dei lavoratori vulnerabili; nella promozione di strategie preventive; nell’interfaccia con l’esperto dii radioprotezione. Le future strategie di prevenzione dovranno orientarsi verso dispositivi più leggeri, adattabili e “worker-centered”, in grado di ridurre il conflitto tra protezione radiologica ed ergonomia dell’operatore.

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1. Monaco MGL, Carta A, Tamhid T, Porru S. Anti-X Apron Wearing and Musculoskeletal Problems Among Healthcare Workers: A Systematic Scoping Review. Int J Environ Res Public Health. 2020 Aug 13;17(16):5877.

2. Tetteh GO, et al. Effect of surgical radiation personal protective equipment on EMG-based measures of back and shoulder muscle fatigue. Appl Ergon. 2020.

3. Hartung V, et al. Investigation of musculoskeletal complaints affecting physicians with different exposure times to lead aprons. BMC Musculoskelet Disord. 2025.

How to Cite



1.
SPA028 | IL PROBLEMA DELLA INDIVIDUAZIONE E DELLA TOLLERANZA DEI DPI RADIOPROTETTIVI NEGLI OPERATORI SANITARI ESPOSTI A RADIAZIONI IONIZZANTI: Maria Grazia Lourdes Monaco1, Elpidio Maria Garzillo2, Vincenzo Camisa3, Roberto Moccaldi4 | 1Dipartimento di Scienze della Vita, della Salute e delle Professioni Sanitarie, Università degli Studi “Link Campus University”, Roma, Italia; 2Dipartimento di Prevenzione, ASL Abruzzo 1, L’Aquila, Italia; 3UOS Medicina del Lavoro - Funzione Health, Safety and Environment, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma, Italia; 4Associazione Italiana di Radioprotezione Medica, Roma, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/842