https://doi.org/10.4081/gimle.838
SPL008 | LAVORO A TURNI E NOTTURNO E IMPLICAZIONI OCCUPAZIONALI: RUOLO DEL MEDICO DEL LAVORO
A. Serra | Università degli Studi di Sassari - Servizio di Medicina del Lavoro, Italia
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Risultati e conclusioni. Il lavoro notturno interferisce con il ritmo circadiano perturbando l’equilibrio tra ritmi endogeni (coordinati nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo e negli oscillatori periferici) e sincronizzatori ambientali. Diversi studi epidemiologici hanno evidenziato una correlazione tra esposizione protratta al lavoro notturno e incremento del rischio cardiovascolare e metabolico con una maggiore incidenza di ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, obesità e diabete mellito tipo 2. Tali condizioni sembrano derivare sia dalla disregolazione endocrina che da stili di vita meno salutari (alimentazione irregolare, sedentarietà, ridotta qualità del sonno). L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato il lavoro notturno come probabilmente cancerogeno per l’uomo (gruppo 2A), sottolineando la necessità di ulteriori approfondimenti scientifici. L’alterata produzione di melatonina, ormone dotato di proprietà antiossidanti e oncostatiche, potrebbe contribuire all’aumento del rischio di alcune neoplasie, in particolare del carcinoma mammario. Il lavoro notturno può esercitare un impatto rilevante sulla salute mentale e sulla qualità della vita. La ridotta sincronizzazione con i ritmi sociali e familiari può favorire isolamento, stress psicologico, disturbi dell’umore, ansia, depressione e difficoltà relazionali specie in assenza di adeguati programmi di supporto organizzativo e sanitario. Il ruolo del medico del lavoro risulta fondamentale nella organizzazione della prevenzione: Organizzazione dei turni: adozione di schemi di rotazione rapidi in avanti (mattina-pomeriggio-notte), evitare i turni notturni consecutivi, ridurre il numero di notti al mese, evitare l’orario di inizio troppo anticipato sono provvedimenti associati ad una riduzione del rischio. Purtroppo spesso la dinamica dei turni è affidata più alla contrattazione tra le parti sociali che al contributo delle figure della prevenzione. Organizzazione dell’ambiente di lavoro: spazi di riposo, illuminazione dinamica dei locali per sostenere la vigilanza e modulare gli equilibri ormonali. Igiene del sonno: educazione a strategie di riposo efficaci e corretta alimentazione. Tutela dei soggetti sensibili per età, sesso e patologia I protocolli di sorveglianza sanitaria prevedono una specifica anamnesi lavorativa (distribuzione dei turni, carichi di lavoro) fisiologica (specie sulla qualità del sonno anche con l’utilizzo di questionari validati) e patologica. L’esame obbiettivo non trascurerà l’analisi di BMI e FM%. Gli esami strumentali comprenderanno analisi del profilo metabolico, ECG, integrabili come secondo livello con actigrafia, Holter cardiaco e pressorio, polisonnografia. La necessita di determinare matrici dose/risposta e una valutazione personalizzata del rischio potrà in futuro giovarsi di analisi come espressione dei clock genes, accelerazione della età epigenetica, accorciamento dei telomeri. Il giudizio di idoneità al lavoro notturno richiede complesse valutazioni cliniche e non dovrebbe essere sempre inteso come una rigida dicotomia (si/no), ma come un efficace strumento personalizzato di tutela della salute e gestione del rischio. Il lavoro notturno rappresenta una sfida complessa di tutela della salute dei lavoratori ed efficienza organizzativa. Il futuro della prevenzione risiede in interventi personalizzati che, basandosi su biomarcatori di suscettibilità circadiana, consentano di progettare turni "su misura" capaci di preservare la salute, la sicurezza e la qualità di vita dei lavoratori.
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1. INAIL: Gli infortuni sul lavoro notturno in Italia. INAIL, 2024
2. Torquati L, et al. Shift Work and Poor Mental Health: A Meta-Analysis of Longitudinal Studies. Am J Public Health. 2019 Nov;109(11):13-20
3. Xi J, et al. Association between night shift work and cardiovascular disease: a systematic review and dose-response meta-analysis. Front Public Health. 2025;13
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