https://doi.org/10.4081/gimle.1123
P169 | L'ESPOSIZIONE A RISCHIO BIOLOGICO IN AMBITO SANITARIO E L'IDONEITÀ DEL LAVORATORE IPERSUSCETTIBILE
Monia Tarquini, Roberta Martinelli, Claudia Cipollone | ASL1 Abruzzo, Italia
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Obiettivi. In presenza di lavoratori ipersuscettibili rispetto al rischio biologico in ambito lavorativo, il medico competente attua le misure previste dalla vigente normativa con la finalità di tutelare il lavoratore garantendone sia la salute che la possibilità di espletare la prestazione lavorativa.
Metodi. Durante la sorveglianza sanitaria, emerge il caso di un operatore sanitario che, nel corso di accertamenti eseguiti per lo studio di una patologia addominale, ha rilevato un'asplenia congenita. Esistono evidenze scientifiche che indicano l'asplenia come fattore di rischio per malattia invasiva pneumococcica, con la possibilità che infezioni sovrapposte possano esitare in una elevata mortalità. L'asplenia può verificarsi sia per traumatismi addominali, con asportazione chirurgica, sia, più raramente, per cause congenite. Il medico competente può confrontarsi con entrambe le condizioni e, in presenza di rischio biologico, deve esprimere un giudizio di idoneità a tutela del lavoratore e che consenta il mantenimento del posto di lavoro senza ulteriore pregiudizio.
Risultati. Nei soggetti con assenza o ipofunzione splenica, dati di letteratura indicano la necessità di assicurare protezione contro batteri capsulati, dato l'elevato rischio di sepsi e di decorso fulminante della malattia. In ambito sanitario è dunque indicato introdurre misure preventive ed organizzative, ricorrendo alle vaccinazioni anti-pneumococco e antimeningococco, alla vaccinazione antinfluenzale e anti-CoViD. L'operatore, addetto a mansioni sanitarie standard, che comportano cioè mansioni assistenziali, possibile esposizione ad agenti biologici nei liquidi biologici o aerodispersi, è stato giudicato idoneo con obbligo di applicazione delle precauzioni standard e obbligo di vaccinazione. La periodicità della sorveglianza sanitaria è rimasta immutata. Secondo la letteratura disponibile, esistono condizioni che aumentano il livello di rischio, in particolare l'eventuale immunosoppressione, la scarsa aderenza agli obblighi vaccinali, l'eventuale esposizione a rischio biologico più elevato come può accadere in altre attività al di fuori delle mansioni sanitarie, comorbidità rilevanti. In generale, inoltre, il lavoratore dovrà essere particolarmente addestrato all'uso di dispositivi di protezione individuale.
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1. Shamez N Ladhani et al. Prevention and treatment of infection in patients with an absent or hypofunctional spleen: A British Society for Haematology guideline. J Haematol. 2024 May.
2. Decreto Legislativo 81/2008: Titolo X
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