https://doi.org/10.4081/gimle.1114
P160 | LA VIOLENZA INVISIBILE: PSICOPATIA E DINAMICHE DI MOBBING
Veronica Traversini1, Antonio Baldassarre2|3, Stefania Forconi4 | 1Dipartimento Prevenzione Igiene e Sicurezza sul Lavoro, Azienda Usl Toscana Centro, Italia; 2Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli Studi di Firenze, Italia; 3Azienda Ospedaliera- Universitaria Careggi, Medicina del Lavoro, Italia; 4Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Psichiatria Forense e Criminologia Clinica, Italia
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Obiettivi. Il presente contributo teorico inquadra il mobbing come forma di predazione psicologica strutturata, analizzando l’interconnessione tra tratti di personalità disfunzionali del mobber, vulnerabilità della vittima e contesti organizzativi permissivi. L’integrazione di strumenti clinici, criminologici e giuridico-forensi intende fornire un modello concettuale utile sia alla valutazione peritale sia in ambito preventivo.
Metodi. L’analisi si fonda su una revisione critica della letteratura scientifica internazionale sul mobbing e sulla psicopatia subclinica in ambito organizzativo, sugli studi di neuroimaging, sull’inquadramento giuridico-forense nazionale e sulla tecnica peritale, con particolare riferimento agli strumenti diagnostici come la PCL-R (Psychopathy Checklist-Revised).
Risultati. Il mobbing emerge da un’interazione multifattoriale tra caratteristiche di personalità del mobber, riconducibili alla cosiddetta Dark Triad, meccanismi difensivi inconsci della vittima e contesti organizzativi disfunzionali con scarso controllo interno. I soggetti con elevati tratti di narcisismo mostrano forte controllo emotivo ma scarsa empatia, il machiavellismo si associa a mancanza di fiducia e strumentalizzazione delle relazioni mentre la psicopatia subclinica a comportamenti antisociali e scarsa moralità1. L’analisi criminologica inquadra tali condotte nell’ambito della Corporate Psychopathy Theory; soggetti con tratti psicopatici ascendono ai vertici gerarchici attraverso strategie evolutivamente adattative, quali manipolazione sociale, gaslighting, delegittimazione sistematica, controllo coercitivo ed isolamento relazionale. Sono identificabili quattro principali profili personologici: lo screaming mimi, il constant critic, il two-headed snake e il gatekeeper. Sul piano neurobiologico, le funzioni dell’amigdala nella formazione di associazioni stimolo-rinforzo e nell’elaborazione delle espressioni emotive, e della corteccia prefrontale ventromediale nella rappresentazione delle aspettative di rinforzo e nel decision making, risultano alterate negli individui affetti da psicopatia2. Per quanto riguarda le vittime, alcuni soggetti risultano preferenzialmente selezionati dai mobber in quanto percepiti come minacciosi per elevata competenza, autonomia o integrità morale, ovvero caratterizzati da maggiore sensibilità individuale. Traumi evolutivi, attaccamento insicuro e fattori stressogeni precoci modellano l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e i circuiti limbico-corticali, amplificandone la reattività. L'esposizione cronica a condotte mobbizzanti può determinare sindromi depressive, ansiose, dissociative e disturbo post-traumatico da stress. La valutazione medico-legale del danno psichico richiede la dimostrazione del nesso causale tra evento lesivo e danno subito, tramite la verifica di criteri cronologici, quantitativi, qualitativi e modali, con riferimento al principio penalistico di equivalenza delle cause. In ottica preventiva, rimangono essenziali i fattori esterni protettivi (rete sociale, colleghi), le strategie occupazionali e una cultura sociale eticamente orientata al contrasto del fenomeno, attraverso la valutazione, la co-progettazione dei sistemi di gestione delle persone e l'incorporazione della sicurezza psicologica come valore organizzativo fondante per ridurre le conseguenze, rafforzare la resilienza e migliorare la retention del personale3.
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1. Bueno-de la Fuente C., Núñez-Rodríguez S., de la Fuente-Anuncibay R., González-Bernal J.J. Relationship between Leadership, Personality, and the Dark Triad in Workplace: A Systematic Review. Behavioral Sciences 2025; 15(3), 297. https://doi.org/10.3390/bs15030297
2. Deming P., Griffiths S., Jalava J., Koenigs M., Larsen R.R. Psychopathy and medial frontal cortex: A systematic review reveals predominantly null relationships. Neuroscience & Biobehavioral Reviews 2024; 167, 105904. https://doi.org/10.1016/j.neubiorev.2024.105904
3. Quinn S., Waheduzzaman W., Djurkovic N. Impact of Organizational Culture on Bullying Behavior in Public Sector Organizations. Public Personnel Management 2024; 54(2), 184–208. https://doi.org/10.1177/00910260241287619
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