https://doi.org/10.4081/gimle.1111
P157 | GESTIONE DELL’IDONEITÀ IN UNA LAVORATRICE RADIOESPOSTA CON FENOTIPO AD ELEVATA SUSCETTIBILITÀ NEOPLASTICA
Gianluca Natale Tinnirello1, Alessia Giudice1, Jasmine Chowdhury1, Chiara Costa2, Michele Teodoro1 | 1Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali – Università degli Studi di Messina, Italia; 2Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale – Università degli Studi di Messina, Italia
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Obiettivo. Descrivere la complessa gestione clinica e occupazionale di una lavoratrice radioesposta con spiccata diatesi neoplastica cutanea e mucosale, valutando l'applicabilità dei criteri di cui al D.M. 488/2001 (2). L'obiettivo è analizzare come l'evoluzione del fenotipo clinico possa guidare il Medico Autorizzato verso l'adozione di misure preventive restrittive, superando la rassicurazione fornita da una dosimetria ambientale e personale ampiamente al di sotto dei limiti di legge.
Materiali e metodi. È stato analizzato il Documento Sanitario Personale di un'infermiera turnista di 55 anni, impiegata presso l’UO di Medicina Nucleare. È stata ricostruita la coorte dosimetrica dal 2018 al 2025. Parallelamente, è stata mappata l'evoluzione anamnestica, caratterizzata da una spiccata tendenza alla proliferazione cellulare anomala: fibroadenomi mammari multipli (2016), poliposi e adenomi del tratto gastrointestinale asportati serialmente (n. 3 dal 2019 al 2026) e, soprattutto, la comparsa di molteplici e recidivanti epiteliomi e basaliomi (BCC) a livello del tronco e della regione lombo-sacrale (n. 6 dal 2019 al 2026).
Risultati e conclusioni. L'analisi della dosimetria storica ha evidenziato un'esposizione cumulativa annua estremamente contenuta (media: 1.02 mSv/anno; picco max: 1.48 mSv nel 2020), compatibile persino con i limiti per la popolazione generale. Ciononostante, il follow-up sanitario ha documentato un quadro di multiplicità e recidivanza neoplastica, in particolare BCC, in distretti corporei (tronco/dorso) non tipicamente foto-esposti, sollevando il forte sospetto di una intrinseca ipersuscettibilità (clinicamente compatibile con anomalie del pathway PTCH1, pur senza test genetico dirimente). Tale discordanza ha generato una complessa gestione dell'idoneità: a fronte della necessità di una tutela rafforzata suggerita dal principio di precauzione, si è riscontrata una resistenza della lavoratrice verso provvedimenti limitativi o di ricollocamento. Il caso clinico mette in evidenza come in presenza di fenotipi ad elevata penetranza neoplastica, il Medico Autorizzato debba agire come garante della tutela sanitaria in radioprotezione, adottando provvedimenti cautelativi e favorendo accomodamenti ragionevoli anche in scenari di bassa esposizione.
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1. ICRP, 2007. Publication 103. Ann. ICRP 37 (2-4)
2. D.M. 11 giugno 2001, n. 488. Regolamento recante criteri indicativi per la valutazione dell'idoneità.
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