https://doi.org/10.4081/gimle.1104
P150 | SORVEGLIANZA SANITARIA OCCUPAZIONALE DELLE MALATTIE TRASMESSE DA ZECCHE IN OTTICA ONE HEALTH
Giovanna Simone1, Riccardo Ravallese1|2, Valentina Schino1|2, Anna Morea1, Leonarda De Benedictis1, Roberto Ravallese1|3, Gabriele Sacino1|3, Giuseppe Ruospo1, Angela Stufano4, Roberta Iatta5, Piero Lovreglio1 | 1Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Italia; 2Corso di Dottorato di Ricerca in Sanità Animale e Zoonosi, Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Valenzano (BA), Italia; 3Corso di Dottorato di Ricerca in Earth Processes and Management of Resources and Risks for a Resilient Society, Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Italia; 4Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Foggia, Italia; 5Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Parassitologia, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Italia
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Obiettivi. Valutare il contributo della sorveglianza sanitaria occupazionale nell’identificazione di infezioni subacute o croniche da Borrelia burgdorferi sensu lato (s.l.) e Coxiella burnetii in lavoratori con potenziale esposizione occupazionale al morso di zecche.
Metodi. Nel biennio 2023-2024 sono stati arruolati lavoratori universitari, tra cui veterinari, agronomi e geologi, con potenziale esposizione al morso di zecche, nell’ambito del programma di sorveglianza sanitaria occupazionale. I campioni sierici sono stati analizzati mediante saggio immunoenzimatico (ELISA) per la ricerca di anticorpi IgG anti-Borrelia burgdorferi, con conferma in immunoblot, e mediante immunofluorescenza indiretta (IFAT) per la ricerca di IgG di fase I e IgM e IgG di fase II anti-Coxiella burnetii. I lavoratori positivi sono stati sottoposti a una valutazione di secondo livello comprendente esame neurologico ed ecocardiografia.
Risultati e conclusioni. Su 63 lavoratori arruolati (età mediana 49,0 anni; anzianità lavorativa mediana 14,0 anni), 16 (25,4%) hanno riferito pregressi morsi di zecca e 13 (20,6%) hanno segnalato il rinvenimento di zecche sugli indumenti durante l’attività lavorativa. Complessivamente, 4 lavoratori (6,3%) sono risultati positivi all’immunoblot per Borrelia burgdorferi s.l., mentre 2 (3,2%) sono risultati IgG-positivi in fase I per Coxiella burnetii, con titoli anticorpali compatibili con un’infezione pregressa. Le valutazioni cliniche di secondo livello sono risultate negative. Il protocollo di sorveglianza sanitaria occupazionale appare efficace nell’intercettare casi misconosciuti di infezione da Borrelia burgdorferi s.l. e Coxiella burnetii, fornendo informazioni sulla circolazione di tali patogeni e configurandosi come una componente strategica di un più ampio approccio One Health. I risultati attesi dal proseguimento del programma di monitoraggio potranno ulteriormente evidenziare l’utilità della sorveglianza sanitaria occupazionale nel rilevare casi subacuti o cronici di malattia di Lyme e febbre Q, supportando la tempestività diagnostica e terapeutica nei lavoratori esposti e contribuendo all’integrazione tra tutela della salute occupazionale e sorveglianza epidemiologica integrata umano-animale-ambientale.
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1. Morea A, et al. Seroprevalence of tick-borne diseases in Europe in occupational settings: A systematic review and metanalysis. Public Health. 2025; 248: 105923.
2. Płusa T. Historia badań, epidemiologia zachorowań oraz charakterystyka zakażenia Borrelia burgdorferi infection. Pol Merkur Lekarski. 2017; 43: 99-103.
3. Montes M, et al. Coxiella burnetii infection in subjects with HIV infection and HIV infection in patients with Q fever. Scand J Infect Dis. 1995; 27: 344-346.
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