Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.1094

P140 | PIANO MIRATO DI PREVENZIONE NEL COMPARTO DELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI NEL TERRITORIO DELLA ASL ROMA 4

Virna Pisciottano, Angelo Sacco, Serena Canestrari, Marco Di Francesco, Giulia Ferretti, Valerio Guida, Teodora Titi, Vittorio Travaglini | Servizio Prevenzione e Sicurezza in Ambienti di Lavoro (S.Pre.S.A.L.), ASL Roma 4, Civitavecchia, Italia

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Introduzione. La normativa europea e nazionale sulla gestione dei rifiuti ha indicato da circa 20 anni l’obiettivo di gestire i rifiuti solidi urbani (RSU) limitandone la produzione e incentivando la differenziazione. La maggior parte dei Comuni ha adottato la raccolta “porta a porta” in cui i rifiuti vengono differenziati dai cittadini, collocati all’interno di sacchi, secchi o bidoni e prelevati a domicilio. Si è passati da un sistema meccanizzato di raccolta a un sistema prevalentemente di tipo manuale che prevede un maggiore sovraccarico dell’apparato muscoloscheletrico e un aumentato rischio infortunistico [2,3]. Negli ultimi 5 anni nella ASL Roma 4 si è registrato in questo comparto un aumento delle segnalazioni/esposti, degli infortuni e dei ricorsi avverso al giudizio del medico competente.
Obiettivi. Il Servizio PreSAL della ASL Roma 4 ha adottato un Piano Mirato di Prevenzione (PMP) con l’obiettivo di condividere con aziende e figure della prevenzione gli indirizzi tecnici e scientifici più avanzati in merito alla valutazione del rischio e alla sorveglianza sanitaria al fine di ridurre il rischio infortunistico e di tecnopatie nel comparto delle aziende di raccolta di RSU.
Metodi. Il PMP, che ha coinvolto aziende, comuni, figure aziendali della sicurezza, sindacati e associazioni di categoria, si è svolto in 3 fasi: 1. Assistenza: seminario di avvio per illustrare il PMP, il Vademecum regionale “La prevenzione del rischio dell'apparato muscolo scheletrico" [3] e la check list di autovalutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico predisposta dal gruppo di lavoro aziendale (tecnici della prevenzione e medico del lavoro). È stato organizzato anche un Webinar con i medici competenti. 2. Vigilanza: su un campione di aziende condotta attraverso sopralluoghi e una richiesta documentale standard. 3. Valutazione dell’efficacia: elaborazione dei dati relativi all’assistenza e alla vigilanza, redazione del report per le aziende coinvolte e pubblicato sul sito aziendale.
Risultati e conclusioni. Delle 16 aziende operanti nella ASL Roma 4 hanno partecipato al seminario 7 aziende (43%) e hanno restituito la scheda anagrafica 9 aziende (56%). Sono state vigilate 3 aziende con intervento mirato su automezzi, spogliatoi, valutazione del rischio movimentazione manuale dei carichi (MMC) e presidi antincendio e primo soccorso. Sono state riscontrate violazioni riguardanti i luoghi di lavoro (estintori, segnaletica, pavimentazione, impianto elettrico) e la gestione del primo soccorso (pacchetto di medicazione a bordo degli automezzi). Dall’analisi documentale sono emerse inadempienze riguardo la formazione dei lavoratori, la valutazione del rischio incendio, la nomina e l’aggiornamento degli addetti al primo soccorso, l’effettuazione della visita medica periodica. Le aziende hanno effettuato la valutazione del rischio (VR) delle attività di sollevamento, abbassamento, trasporto e spostamento utilizzando il metodo NIOSH (indice di sollevamento compreso tra 0,65 e 1,85). Per la VR da spinta e traino è stata utilizzata la ISO 11228-2 (I.R. picco tra 0,18 e 0,35; I.R. mantenimento tra 0,06 e 0,18). Sono stati esaminati 168 giudizi di idoneità con il riscontro di 23 giudizi con limitazioni/ prescrizioni per il rischio MMC (14%). Si è proceduto all’esame a campione di 22 cartelle sanitarie e di rischio. Il protocollo sanitario adottato dai medici competenti prevedeva un questionario per i disturbi muscoloscheletrici degli arti superiori e del rachide e l’esame clinico posturale e funzionale del rachide. In considerazione delle criticità operative riscontrate nella VR, legate alla variabilità sia dell’ambiente di lavoro (outdoor) che della tipologia di automezzo e contenitore utilizzato per la raccolta, sono state proposte soluzioni tecniche e organizzative. Nella sorveglianza sanitaria si è posto l’accento oltre che sul rischio MMC anche sugli aspetti ergonomici e di promozione della salute, indispensabili a contenere ulteriormente il rischio di effetti a medio-lungo termine [1,2]

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1. Fondazione Rubes Triva – Analisi ergonomica delle attività di raccolta dei rifiuti urbani e valutazione del rischio biomeccanico nella raccolta differenziata porta a porta – Febbraio 2021 https://www.fondazionerubestriva.info/public/LIBRI/Analisi%20ergonomica...pdf

2. INAIL - La gestione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro nelle attività di igiene urbana – edizione 2024

3. Regione Lazio - Vademecum "La prevenzione del rischio dell'apparato muscolo scheletrico" - Bollettino ufficiale della Regione Lazio n.60 del 27/07/2023

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1.
P140 | PIANO MIRATO DI PREVENZIONE NEL COMPARTO DELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI NEL TERRITORIO DELLA ASL ROMA 4: Virna Pisciottano, Angelo Sacco, Serena Canestrari, Marco Di Francesco, Giulia Ferretti, Valerio Guida, Teodora Titi, Vittorio Travaglini | Servizio Prevenzione e Sicurezza in Ambienti di Lavoro (S.Pre.S.A.L.), ASL Roma 4, Civitavecchia, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/1094