Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.1075

P121 | CARCINOMA PROSTATICO E LAVORO: REVISIONE SISTEMATICA DELL’IMPATTO OCCUPAZIONALE ED ECONOMICO

Andrea Giovanni Pavia1, Salvatore Della Notte1, Luca Fontana1, Veruscka Leso1, Ivo Iavicoli2|3 | 1Dipartimento di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II, Italia; 2Dipartimento di Sicurezza e Bioetica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia; 3UOC di Medicina del Lavoro, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma, Italia

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Introduzione. Il carcinoma prostatico è tra le neoplasie più diffuse nella popolazione maschile e, grazie ai progressi diagnostici e terapeutici, il numero dei sopravvissuti è in costante aumento[1]. Con l’allungamento della sopravvivenza, l’attenzione si è spostata anche sulle conseguenze della malattia e dei trattamenti sulla vita professionale. Astenia, incontinenza urinaria, distress psicologico possono impattare capacità lavorativa, assenteismo, ritorno al lavoro e rischio di pensionamento precoce. Parallelamente, il carcinoma prostatico genera rilevanti costi indiretti e perdita di produttività per pazienti, caregiver e sistemi sanitari.
Obiettivi. Esaminare come diagnosi e trattamenti del carcinoma prostatico incidano sulla partecipazione professionale, valutando impatto su rientro occupazionale, efficienza lavorativa, assenze, sintomi correlati alla terapia e conseguenze economiche derivanti dalla riduzione della produttività.
Metodi. La revisione sistematica è stata condotta secondo le linee guida PRISMA. È stata effettuata una ricerca nelle banche dati PubMed, Scopus e Web of Science utilizzando parole chiave relative a “prostate cancer”, “work ability” e “productivity”, includendo studi pubblicati dal 2016 al 2026. Sono stati selezionati esclusivamente studi osservazionali condotti su pazienti trattati con prostatectomia radicale, radioterapia, terapia ormonale o sorveglianza attiva. Gli esiti analizzati comprendevano capacità lavorativa, ritorno al lavoro, assenteismo, fatica, qualità di vita e costi indiretti derivanti dalla riduzione della produttività per pazienti e caregiver.
Risultati. Gli studi inclusi mostrano che il 75–87% dei pazienti con carcinoma prostatico rientra al lavoro entro 12 mesi dal trattamento, sebbene con una riduzione variabile della capacità lavorativa[2]. Tra i soggetti sottoposti a prostatectomia radicale, il 42% riferisce una capacità lavorativa moderata o scarsa, significativamente condizionata da età avanzata, fatica, depressione, comorbidità e sintomi urinari persistenti (p<0,05). Il tipo di trattamento non sembra avere un’influenza significativa. Durante la radioterapia, l’assenteismo raggiunge il 56%, per poi ridursi progressivamente, senza differenze significative a 12 mesi rispetto al periodo pre‑terapia (p=0,23). La fatica correlata alla patologia oncologica interessa fino al 72% dei pazienti ed è associata a peggior qualità di vita, minore attività fisica e maggiore assenza lavorativa (p<0,01). È inoltre riportato un incremento del rischio di pensionamento precoce e maggiori difficoltà di reinserimento nei lavoratori con mansioni fisicamente impegnative. Dal punto di vista economico, il carcinoma prostatico genera costi indiretti rilevanti: negli Stati Uniti la perdita annuale di produttività è stimata in 5,4 miliardi di dollari per i pazienti e 3 miliardi per i caregiver, con un impatto accentuato negli stadi avanzati e in presenza di complicanze terapeutiche[3].
Conclusione. Il carcinoma prostatico esercita un impatto rilevante sugli outcome occupazionali, influenzando capacità lavorativa e continuità professionale. Interventi multidisciplinari mirati — supporto psicologico, programmi di riabilitazione, gestione dei sintomi e strategie strutturate di reinserimento lavorativo — potrebbero favorire il mantenimento della produttività, migliorare la qualità di vita e ridurre le conseguenze socioeconomiche della malattia, soprattutto nei pazienti con maggiori criticità cliniche e funzionali.

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1. Nilsson, R., Dahl, A. A., Bernklev, T., Kersten, H., & Haug, E. S. (2020). Work status and work ability after radical prostatectomy or active surveillance for prostate cancer. Scandinavian Journal of Urology, 54(3), 194–200.

2. Krstev S, Knutsson A. Occupational Risk Factors for Prostate Cancer: A Meta-analysis. J Cancer Prev 2019;24:91-111.

3. Rizzo, John A. PhD; Zyczynski, Teresa M. PharmD, MBA, MPH; Chen, Jie PhD; Mallow, Peter J. PhD; Trudel, Géralyn C. MSc, PhD (Med); Penrod, John R. PhD. Lost Labor Productivity Costs of Prostate Cancer to Patients and Their Spouses: Evidence From US National Survey Data. Journal of Occupational and Environmental Medicine 58(4):p 351-358, April 2016.

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1.
P121 | CARCINOMA PROSTATICO E LAVORO: REVISIONE SISTEMATICA DELL’IMPATTO OCCUPAZIONALE ED ECONOMICO: Andrea Giovanni Pavia1, Salvatore Della Notte1, Luca Fontana1, Veruscka Leso1, Ivo Iavicoli2|3 | 1Dipartimento di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II, Italia; 2Dipartimento di Sicurezza e Bioetica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia; 3UOC di Medicina del Lavoro, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/1075