Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.1071

P117 | L'IMPATTO OCCUPAZIONALE DELLA NEOPLASIA DELLA MAMMELLA: UNA REVISIONE SISTEMATICA

F. Parisella1, F. Lo Tito1, G. Maggio1, I. Borrelli1|2, P.E. Santoro1|2, V. Leso3, I. Iavicoli1|2 | 1Dipartimento di Sicurezza e Bioetica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia; 2UOC di Medicina del Lavoro, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma, Italia; 3Dipartimento di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli, Italia

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Introduzione. La neoplasia della mammella, patologia a elevata incidenza nelle donne in età lavorativa, può influire in modo significativo sulla capacità di svolgere le attività professionali e di mantenere una produttività adeguata.1 I trattamenti e i relativi effetti collaterali possono determinare fatica, difficoltà di concentrazione e compromettere la continuità lavorativa, rendendo inoltre complesso il rientro al lavoro dopo periodi di assenza. La malattia può, quindi, determinare una compromissione temporanea o persistente della capacità lavorativa, con un conseguente aumento del rischio di disabilità lavorativa ed un inevitabile impatto sulla qualità di vita delle pazienti.
Obiettivi. Valutare l’impatto della neoplasia della mammella sulla funzionalità lavorativa delle donne affette in termini di produttività, capacità e disabilità lavorativa, in relazione a sintomi, trattamenti e necessità di cura, oltre che ad aspetti occupazionali. L’analisi permetterà di identificare fattori critici e possibili interventi per un inserimento/mantenimento/reinserimento lavorativo sostenibile.
Metodi. È stata condotta una revisione sistematica della letteratura seguendo la metodologica PRISMA, utilizzando i motori di ricerca internazionali: PubMed, Scopus e ISI Web of Science. La stringa di ricerca si è avvalsa di combinazioni di termini relativi a neoplasia mammaria, outcome lavorativi, capacità funzionale e rientro al lavoro. Sono stati inclusi studi osservazionali e trial randomizzati che hanno analizzato aspetti occupazionali in donne con diagnosi di tumore della mammella in età lavorativa. Per ciascuno studio sono stati estratti disegno, caratteristiche del campione, misure di outcome e principali risultati, con successiva sintesi narrativa strutturata.
Risultati. I 73 studi inclusi mostrano come la capacità lavorativa sia significativamente compromessa nelle lavoratrici affette da neoplasia della mammella, anche nel lungo termine, a 8–10 anni dalla diagnosi. Fattori che influenzano significativamente tale outcome sono: la fatica cronica, che aumenta fino ad 11 volte il rischio di riduzione della capacità lavorativa, la compromissione cognitiva e le alterazioni funzionali dell’arto superiore post-intervento chirurgico.2 Presentismo e assenteismo determinano una perdita di produttività variabile dall’8% al 30%, in relazione con gli effetti collaterali delle terapie e il peggioramento del benessere generale. La percentuale di donne che riprendevano il lavoro a distanza di 1 e 5 anni dalla diagnosi risultava estremamente variabile (21–94%). Chemioterapia adiuvante, radioterapia, disturbi depressivi possono ostacolare il rientro al lavoro, aumentando significativamente il ritardo nella ripresa dell’attività professionale.3 Un più elevato livello di istruzione, un reddito più alto, oltre ad un adeguato supporto sociale a livello dell’organizzazione, al contrario, rappresentano fattori che facilitano il reinserimento lavorativo. Per quanto riguarda la disabilità lavorativa, la mastectomia incrementa del 50% il rischio di invalidità permanente. Complessivamente, le pazienti hanno una probabilità di circa 3 volte più elevata di ottenere una pensione di invalidità, in particolare in caso di malattia più avanzata.
Conclusioni. La neoplasia della mammella comporta un evidente impatto sull’occupazione e sulla funzionalità lavorativa. Appare quindi essenziale l’integrazione nella pratica clinica di valutazioni sistematiche della capacità lavorativa e la definizione di strategie di gestione multidisciplinari, secondo un approccio clinico-occupazionale, essenziali per mitigare la disabilità, preservare la produttività e favorire un rientro al lavoro sostenibile.

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1. Gregorowitsch ML, et al. Self-reported work ability in breast cancer survivors; a prospective cohort study in the Netherlands. Breast. 2019; 48:45-53.

2. Sun W, et al. Work-related barriers, facilitators, and strategies of breast cancer survivors working during curative treatment. Work. 2016;55(4):783-795.

3. Schmidt ME, et al. Return to work after breast cancer: The role of treatment-related side effects and potential impact on quality of life. Eur J Cancer Care (Engl). 2019; 28(4):e13051.

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1.
P117 | L’IMPATTO OCCUPAZIONALE DELLA NEOPLASIA DELLA MAMMELLA: UNA REVISIONE SISTEMATICA: F. Parisella1, F. Lo Tito1, G. Maggio1, I. Borrelli1|2, P.E. Santoro1|2, V. Leso3, I. Iavicoli1|2 | 1Dipartimento di Sicurezza e Bioetica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia; 2UOC di Medicina del Lavoro, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma, Italia; 3Dipartimento di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/1071