https://doi.org/10.4081/gimle.1066
P112 | ANALISI RETROSPETTIVA TRIENNALE DELLE NON IDONEITÀ E DELLE STRATEGIE DI MITIGAZIONE NEL PERSONALE MANUTENTIVO TURNISTA RFI TOSCANA
Giovanni Battista Paliani1, Maria Pia Curci1, Filippo Paluan1, Niccolò Cenni1, Giulio Mencattini1, Serafino Capristo1, Pietro Ferraro2, Giuseppe Saffioti3 | 1Direzione Sanità RFI S.p.A., Direzione Operativa Sanità-Unità Sanitaria Territoriale di Firenze, Italia; 2Direzione Sanità RFI S.p.A., S.O. Medicina del Lavoro e Tutela Ambientale, Italia; 3Direttore Direzione Sanità RFI S.p.A., Gruppo FS Italiane, Italia
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Obiettivi. Analizzare le cause di non idoneità lavorativa nel triennio 2023-2025, valutare gli outcome di salute e l’efficacia delle strategie di mitigazione del rischio, e individuare proposte migliorative a sostegno del work-life balance del personale manutentivo turnista e notturno.
Metodi. Studio retrospettivo basato sull’analisi dei dati aggregati di sorveglianza sanitaria e dei giudizi di idoneità per lavoro notturno espressi nel periodo 2023-2025, ai sensi del D.Lgs 81/2008 art. 41. Sono stati valutati il volume complessivo delle visite, l’andamento temporale delle non idoneità, la distribuzione per fasce d’età e le principali aree patologiche, nonché gli esiti in termini di mantenimento o recupero dell’idoneità lavorativa.
Risultati e conclusioni. Nel triennio analizzato sono state effettuate 2.797 visite di sorveglianza sanitaria per lavoro notturno. I giudizi di non idoneità e di idoneità con limitazioni hanno rappresentato complessivamente il 3,15% degli esiti, con prevalenza di non idoneità temporanee e incidenza annua stabilmente inferiore al 3,2%. Le principali cause sono risultate patologie cardiovascolari, disturbi psichiatrici, condizioni endocrine e sindrome delle apnee ostruttive del sonno, con maggiore incidenza nelle fasce di età superiori ai 50 anni. Le strategie di mitigazione adottate, basate su sorveglianza sanitaria mirata, limitazioni temporanee e adattamenti organizzativi, hanno favorito il contenimento degli esiti avversi e il frequente recupero dell’idoneità lavorativa. Alla luce dei risultati, si propone l’implementazione di un sistema strutturato di miglioramento del work-life balance fondato su tre elementi integrati: programmazione turnistica con progressiva riduzione del lavoro notturno nei lavoratori senior, percorsi di sorveglianza sanitaria differenziata per classi di rischio, e misure organizzative flessibili quali rotazione delle mansioni, modulazione dei carichi e recuperi strutturati. Strategie attive come la fatigue management (gestione della fatica), possono contribuire a migliorare la sostenibilità lavorativa, la tutela della salute occupazionale e la sicurezza nel lungo periodo, migliorando la sicurezza e la produttività. È importante individuare le situazioni di fatica e le attività critiche, in cui anche un piccolo errore può causare incidenti o decisioni sbagliate. Il miglior modo per controllare i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dalla fatica è quello di eliminare alla fonte i fattori che la causano o, se la loro eliminazione non è possibile, almeno cercare di attuare una loro riduzione o un maggiore controllo.
Downloads
1. Costa G. Shift work and health: current problems and preventive actions. Safety Health Work. 2010; 1: 112-123.
2. Parent-Thirion A, et al. Working time and work-life balance in a life course perspective. Eurofound. 2013.
3. Deuffic-Burban S, et al. Blood-borne viruses in health care workers: prevention and management. J Clin Virol. 2011; 52: 4-10.
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