https://doi.org/10.4081/gimle.1060
P106 | SORVEGLIANZA DELLE MALATTIE PROFESSIONALI DA AGENTI BIOLOGICI: ANALISI DEI DATI EMERSI DAL PROGETTO BRIC PRATI
Roberta Minardo1, Chiara Costa1, Stefania Dore2 | 1Sezione di Medicina del Lavoro, Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali (BIOMORF), Università degli Studi di Messina, Italia; 2SPRESAL, ASP Ragusa, Italia
All claims expressed in this article are solely those of the authors and do not necessarily represent those of their affiliated organizations, or those of the publisher, the editors and the reviewers. Any product that may be evaluated in this article or claim that may be made by its manufacturer is not guaranteed or endorsed by the publisher.
Obiettivi. Lo studio si propone di valutare i differenti modelli regionali di sorveglianza delle infezioni professionali non correlate al COVID-19, emersi nell’ambito del progetto BRIC PRATI, analizzando le caratteristiche dei flussi informativi INAIL e il contributo della sorveglianza attiva nell’identificazione delle infezioni a possibile origine lavorativa.
Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo retrospettivo nell’ambito del progetto BRIC PRATI mediante integrazione di differenti fonti informative, comprendenti flussi assicurativi INAIL, sistemi regionali di sorveglianza epidemiologica e attività dei servizi territoriali di prevenzione. È stata effettuata una valutazione descrittiva quantitativa dei dati INAIL e un confronto qualitativo dei differenti modelli regionali di sorveglianza. È stato inoltre approfondito il contesto dell’ASP di Ragusa, confrontando i dati dei flussi INAIL Sicilia (2014–2023) con quelli derivanti dalle attività di sorveglianza attiva svolte nel 2024.
Risultati e conclusioni. L’analisi ha evidenziato una marcata eterogeneità dei sistemi di sorveglianza regionali, caratterizzati da differenti fonti informative, livelli di dettaglio dei dati e capacità di attribuire l’origine lavorativa delle infezioni. I sistemi informativi regionali strutturati consentono una buona caratterizzazione epidemiologica degli eventi, mentre le attività territoriali di prevenzione permettono una ricostruzione più accurata del contesto lavorativo e delle modalità di esposizione. I flussi assicurativi INAIL consentono una valutazione quantitativa del fenomeno, evidenziando una prevalenza dei casi nei comparti sanitario e socio-assistenziale, ma mostrano limiti nell’identificazione delle infezioni professionali non correlate al COVID-19. Presso l’ASP di Ragusa, le attività di sorveglianza attiva sviluppate nell’ambito del progetto BRIC PRATI hanno consentito di identificare nel solo 2024 7 casi di infezione potenzialmente correlati all’attività lavorativa, comprendenti casi di scabbia, legionellosi e tubercolosi, rispetto ai 6 casi non COVID registrati nei flussi INAIL Sicilia nell’intero periodo 2014–2023. I risultati suggeriscono una possibile sottostima delle infezioni professionali nei sistemi informativi tradizionali, confermando l’importanza dell’integrazione tra dati clinici, epidemiologici e occupazionali per migliorare il monitoraggio delle infezioni lavoro-correlate e le strategie di prevenzione nei contesti lavorativi a rischio biologico.
Downloads
1. Takala J, Descatha A. Occupational accidents and work-related diseases in selected EU countries. Ann Work Expo Health. 2018;62(4):443-456.
2. European Agency for Safety and Health at Work (EU-OSHA). Biological agents and occupational health. Luxembourg: Publications Office of the European Union; 2022.
3. Dini G, Curti S, Rahmani A, et al. Infezioni lavoro-correlate: una revisione della casistica italiana. G Ital Med Lav Erg. 2025;47:125.
How to Cite

This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 International License.
PAGEPress has chosen to apply the Creative Commons Attribution NonCommercial 4.0 International License (CC BY-NC 4.0) to all manuscripts to be published.