Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.1052

P098 | IL LAVORO DIGNITOSO COME PROMOTORE DI SALUTE E PERFORMANCE: EVIDENZE LONGITUDINALI PER L’AGENDA 2030

Ivan Marzocchi1, Valerio Ghezzi2, Ilaria Olivo1, Monica Ghelli1, Matteo Ronchetti1, Benedetta Persechino1 | 1Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale – INAIL, Monteporzio Catone (RM), Italia; 2Dipartimento di Psicologia, Sapienza Università di Roma, Italia

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Introduzione. Le recenti trasformazioni nel mondo del lavoro, che hanno comportato una drastica riduzione sia della quantità che della qualità dei posti di lavoro disponibili, evidenziano l’urgenza di promuovere il lavoro dignitoso (1). Questo concetto identifica le condizioni essenziali di un lavoro adeguato e sano ed è riconosciuto come pilastro dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nonché come determinante chiave di salute, equità e inclusione nei contesti lavorativi (2). Nonostante la sua centralità nelle politiche occupazionali e nella prevenzione dei rischi psicosociali (3), le evidenze longitudinali sui suoi effetti su benessere e performance restano limitate.
Obiettivi. Il presente studio vuole fornire evidenze longitudinali sul ruolo del lavoro dignitoso nella promozione del benessere e della performance lavorativa, mettendone in luce le implicazioni per le politiche di salute occupazionale. Colmando le lacune attuali presenti in letteratura, il contributo intende chiarire le relazioni dinamiche e reciproche tra lavoro dignitoso, benessere e performance.
Metodi. Lo studio ha coinvolto 426 lavoratori italiani (62.7% donne; età media = 44.1, DS = 13.2) in un disegno longitudinale a tre tempi con intervalli mensili. Le variabili oggetto di esame sono state rilevate mediante degli strumenti validati, inclusi il Decent Work Questionnaire per misurare il lavoro dignitoso e la Flourishing scale per indagare i livelli di flourishing (indicatore di elevato benessere psicofisico). La performance autovalutata è stata indagata attraverso un item singolo. Tutte le variabili sono state misurate in ciascuna rilevazione e analizzate tramite Cross-Lagged Panel Model per esaminare le relazioni direzionali e reciproche nel tempo.
Risultati. I risultati mostrano che il lavoro dignitoso incrementa i livelli di flourishing, il quale a sua volta favorisce la performance. Inoltre, il flourishing media la relazione tra lavoro dignitoso e performance, evidenziando il ruolo centrale del benessere come meccanismo attraverso cui le condizioni lavorative influenzano i risultati organizzativi. Offrendo risorse essenziali quali opportunità di crescita, retribuzione equa, protezione sociale e un ritmo di lavoro adeguato, il lavoro dignitoso sostiene il funzionamento positivo degli individui. È emersa inoltre una relazione dinamica e reciproca tra flourishing e lavoro dignitoso, suggerendo un circolo virtuoso tra benessere e qualità del lavoro. Quando i lavoratori stanno bene, tendono a focalizzarsi e amplificare gli aspetti positivi del proprio contesto lavorativo. Di conseguenza, risultano più capaci di beneficiare di condizioni favorevoli come sicurezza lavorativa e opportunità di carriera, oltre a essere più propensi ad adottare comportamenti proattivi volti a migliorare le proprie condizioni lavorative.
Conclusione. I risultati forniscono importanti evidenze sull’importanza della promozione di ambienti di lavoro dignitosi come leva per la tutela della salute mentale e il miglioramento della performance. In linea con l’Agenda 2030, investire su condizioni di lavoro dignitose può generare benefici congiunti per lavoratori e organizzazioni, contribuendo a sostenibilità, equità e produttività. In questa prospettiva, un approccio di gestione del rischio, volto a identificare sistematicamente le condizioni di lavoro potenzialmente dannose (ad esempio, i rischi psicosociali), può rappresentare un passo cruciale per progettare interventi mirati al potenziamento delle risorse lavorative e dei fattori motivazionali propri del lavoro dignitoso. Investire nel benessere dei dipendenti non rappresenta quindi solo una responsabilità etica, ma anche una scelta strategica per promuovere una forza lavoro più coinvolta, proattiva e produttiva.

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1. ILO (2015). Decent work. Available online: https://www.ilo.org/topics/decent-work (accessed on 3 April 2026).

2. United Nations. (2015). Transforming our world: The 2030 agenda for sustainable development transforming our world: The 2030 agenda for sustainable development preamble. Available online: https://www.eea.europa.eu/policy-documents/resolution-adopted-by-the-general (accessed on 3 April 2026).

3. Blustein, D. L., Lysova, E. I., & Duffy, R. D. (2023). Understanding decent work and meaningful work. Annual Review of Organizational Psychology and Organizational Behavior, 10, 289–314. https://doi.org/10.1146/annurev-orgpsych-031921-024847

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1.
P098 | IL LAVORO DIGNITOSO COME PROMOTORE DI SALUTE E PERFORMANCE: EVIDENZE LONGITUDINALI PER L’AGENDA 2030: Ivan Marzocchi1, Valerio Ghezzi2, Ilaria Olivo1, Monica Ghelli1, Matteo Ronchetti1, Benedetta Persechino1 | 1Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale – INAIL, Monteporzio Catone (RM), Italia; 2Dipartimento di Psicologia, Sapienza Università di Roma, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/1052