https://doi.org/10.4081/gimle.1039
P085 | ESOSCHELETRI OCCUPAZIONALI: EFFICACIA BIOMECCANICA E IMPLICAZIONI PER LA SORVEGLIANZA SANITARIA
Giorgia Iacono, Elisa Andronico, Maria Rossana Bivone, Silvia Zampogna, Michele Teodoro | Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, Università degli Studi di Messina, Italia
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Obiettivo. Mappare le recenti evidenze scientifiche sull'efficacia degli esoscheletri occupazionali nel ridurre il sovraccarico biomeccanico, quantificandone i benefici ergonomici oggettivi, i limiti applicativi pratici e le indicazioni critiche per la sorveglianza sanitaria.
Materiali e metodi. È stata analizzata la letteratura scientifica recente (2022–2026) sul database PubMed, utilizzando i termini “occupational exoskeleton” OR “industrial exoskeleton”, combinati con “ergonomics” OR “musculoskeletal disorders”. Sono stati inclusi studi sperimentali di laboratorio e studi sul campo, nonché contributi qualitativi pertinenti all’implementazione in ambito lavorativo. L’analisi si è focalizzata sull’estrazione dei dati quantitativi relativi all’efficacia (riduzione percentuale dell'attivazione elettromiografica - EMG) e agli outcome qualitativi di comfort, sicurezza, accettabilità e criticità applicative in specifici setting reali.
Risultati e conclusioni. Sono stati inclusi 21 studi. La maggior parte riguarda esoscheletri passivi (n=12), seguiti da attivi/ibridi (n=3) e studi misti/di sintesi o non classificabili per tecnologia (n=6). I distretti più indagati sono il rachide lombare (n=8), la spalla/arto superiore (n=6) e distretti multipli (n=7). L’efficacia biomeccanica è complessivamente consistente: la riduzione EMG nei muscoli target varia tra 10–30% nei task dinamici di sollevamento (rachide) e raggiunge 51–64% nel supporto antigravitazionale per la spalla. Parallelamente, numerosi studi riportavano miglioramento della fatica percepita e della tollerabilità del compito lavorativo. Tuttavia, 19/21 studi (90%) riportano criticità applicative in contesto reale, principalmente ingombro, restrizioni cinetiche e discomfort termico. Un segnale rilevante per la sorveglianza sanitaria emerge da 3 studi sperimentali, che descrivono potenziali rischi compensatori: peggioramento del recupero dell’equilibrio in condizioni di sbilanciamento e co-attivazione inattesa dei muscoli antagonisti. In conclusione, gli esoscheletri sono una strategia preventiva promettente ma non universalmente applicabile: l’adozione deve essere task-specific e governata dal MC con valutazione clinico-funzionale, attenzione a compatibilità con DPI e microclima e monitoraggio nel tempo per intercettare barriere e rischi emergenti.
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1. Golabchi, A., et al. (2023). A framework for evaluation and adoption of industrial exoskeletons. Applied Ergonomics, 113, 104103. https://doi.org/10.1016/j.apergo.2023.104103
2. Pacifico, I., et al. (2023). Evaluation of a spring-loaded upper-limb exoskeleton in cleaning activities. Applied Ergonomics, 106, 103877. https://doi.org/10.1016/j.apergo.2022.103877
3. Ramella, G., et al. (2024). Evaluation of antigravitational support levels provided by a passive upper-limb occupational exoskeleton in repetitive arm movements. Applied Ergonomics, 117, 104226. https://doi.org/10.1016/j.apergo.2024.104226
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