https://doi.org/10.4081/gimle.1038
P084 | GLIFOSATO E RISCHIO OCCUPAZIONALE: ANALISI CRITICA DELLE RECENTI EVIDENZE SCIENTIFICHE E IMPLICAZIONI PER IL MEDICO COMPETENTE
Alida Iacono, Federico Mondo, Viviana Ruggieri, Chiara Costa | Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali, Università degli Studi di Messina, Italia
All claims expressed in this article are solely those of the authors and do not necessarily represent those of their affiliated organizations, or those of the publisher, the editors and the reviewers. Any product that may be evaluated in this article or claim that may be made by its manufacturer is not guaranteed or endorsed by the publisher.
Obiettivo. Analizzare criticamente la discrepanza tra recenti evidenze sperimentali e osservazionali relativamente a reprotossicità e cancerogenicità e l'attuale quadro regolatorio europeo, per definire le ricadute sulla prassi del Medico Competente e l'applicabilità del principio di precauzione nei luoghi di lavoro.
Materiali e metodi. Il presente contributo propone una lettura critica delle più recenti evidenze scientifiche disponibili in relazione all’attuale contesto regolatorio (EFSA, ECHA, CE) (1). A tal fine, sono stati presi in esame studi sperimentali e osservazionali pubblicati su riviste ad alto impatto scientifico, con particolare attenzione agli effetti biologici associati all’esposizione a glifosato. L’analisi ha incluso sia evidenze derivanti da modelli animali (2)., orientate alla valutazione di esiti tossicologici e neoplastici a dosi comparabili ai valori di riferimento regolatori (ADI e NOAEL UE), sia studi condotti su popolazioni umane volti a indagare la presenza del composto in matrici biologiche e la sua possibile associazione con biomarcatori di danno cellulare e stress ossidativo.
Risultati e conclusioni. Studi osservazionali suggeriscono che il glifosato possa plausibilmente agire come interferente endocrino e indurre danno ossidativo al DNA, determinando alterazioni ormonali e compromissione della produzione e del trasporto dei gameti, con possibili effetti avversi sulla fertilità e sul prodotto del concepimento. Parallelamente, studi in vivo hanno riportato un incremento di neoplasie anche a dosi pari all’ADI, la cui trasferibilità al reale scenario di esposizione occupazionale richiede cautela. Inoltre, autorevoli enti di valutazione del rischio hanno sottolineato la necessità di un'analisi critica di tali dati sperimentali, richiedendo l'accesso ai raw data e un confronto rigoroso con i controlli storici prima di trarre inferenze regolatorie (3). Emerge dunque una discrepanza tra i segnali emergenti in letteratura recente e le conclusioni regolatorie attuali. In questo scenario di incertezza, il Medico Competente non può limitarsi a un approccio meramente documentale. La gestione del rischio richiede un'applicazione proporzionata del principio di precauzione: potenziamento della formazione sui rischi a lungo termine, addestramento rigoroso all'uso dei DPI e procedure di manipolazione corrette, ove il DVR lo suggerisca, una sorveglianza sanitaria risk-based calibrata su mansioni e profili di esposizione.
Downloads
1. European Commission: Glyphosate - Renewal of approval. Food Safety Department, 2023.
2. Panzacchi S, Tibaldi E, De Angelis L, et al.: Carcinogenic effects of long-term exposure from prenatal life to glyphosate and glyphosate-based herbicides in Sprague–Dawley rats. Environmental Health 2025 24:1 24: 36-, 2025. DOI: https://doi.org/10.1186/s12940-025-01187-2
3. German Federal Institute for Risk Assessment (BfR): Animal study on glyphosate and cancer: Detailed analysis required. Communication No 027/2025.
How to Cite

This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 International License.
PAGEPress has chosen to apply the Creative Commons Attribution NonCommercial 4.0 International License (CC BY-NC 4.0) to all manuscripts to be published.