Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.1036

P082 | ANALISI DEL BURNOUT IN UNA POPOLAZIONE DI OPERATORI SANITARI OSPEDALIERI

V. Giovinazzo1, L. Ippoliti1|2|3, L. De Santis4, A. Sili5, C. Ferrari2|4, G. Verno1, A. Vischetti1, S. Pallone1, M. Pasanisi Zingarello1, A. Mazza1, C. Salvi1, G. Bizzarro1, A. Paolino1, L. Coppeta2, A. Magrini2 | 1Dottorato di Ricerca in Scienze Sociali, Occupazionali e Medico-Legali, Dipartimento di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Italia; 2Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Italia; 3Facoltà di Medicina, Saint Camillus International University of Health Sciences, Roma, Italia; 4UOSD Medicina del Lavoro, Policlinico Tor Vergata, Roma, Italia; 5Dipartimento delle Professioni Infermieristiche, Policlinico Tor Vergata, Roma, Italia

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Introduzione. Introdotto da Herbert Freudenberger nel 1974, il burnout è una sindrome multidimensionale legata allo stress lavorativo cronico, caratterizzata da esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale. Rappresenta una minaccia rilevante nei contesti sanitari, dove elevate richieste emotive, carichi di lavoro intensi e criticità organizzative aumentano la vulnerabilità degli operatori nei diversi contesti clinici e reparti. Il burnout è associato a peggiori esiti clinici e organizzativi, inclusi errori medici e ridotta qualità assistenziale e sicurezza del paziente. Nel 2019 l’OMS lo ha riconosciuto come fenomeno occupazionale. Il Maslach Burnout Inventory (MBI) è lo strumento di riferimento per la sua valutazione.
Obiettivi. Il presente studio analizza il burnout tra i dipendenti di un ospedale universitario italiano, valutandone la prevalenza, le differenze di genere e la variabilità tra reparti e ruoli professionali, con particolare attenzione a medici e infermieri, al fine di supportare interventi mirati per il benessere degli operatori e la qualità dell’assistenza.
Metodi. Studio trasversale condotto tra i dipendenti di un ospedale universitario italiano. I dati sono stati raccolti tra settembre e ottobre 2025 tramite questionario elettronico anonimo e auto-somministrato. Il questionario includeva variabili socio-demografiche (età, genere, stato civile, istruzione), professionali (ruolo, reparto, tipo di contratto, anzianità lavorativa) e indicatori di stress lavorativo, tra cui straordinari, assenze per malattia ed episodi di aggressione. Il burnout è stato valutato mediante il MBI – Human Services Survey. Le analisi hanno incluso statistiche descrittive, test del chi-quadrato e regressione logistica multinomiale, eseguite con IBM SPSS Statistics (p<0,05), nel rispetto della Dichiarazione di Helsinki.
Risultati e conclusioni. Un totale di 591 operatori sanitari è stato incluso nell’analisi (tasso di risposta 26,8%). Il campione era prevalentemente femminile (71,4%) e costituito soprattutto da lavoratori di età 40–54 anni. Le dimensioni più frequenti di burnout sono risultate Apatia/Disimpegno (30,8%) ed Esaurimento Emotivo (28,1%), mentre il livello complessivo era basso nel 56,0% dei casi. Livelli moderati ed elevati erano più frequenti nei lavoratori più giovani, nei professionisti clinici (infermieri, medici, tecnici) e nei soggetti con minore esperienza.Le analisi bivariate hanno evidenziato associazioni significative tra burnout, lavoro notturno, elevato numero di giorni di malattia ed esposizione ad aggressioni sul luogo di lavoro. All’analisi multivariata, l’assenza di aggressioni e minori periodi di malattia si sono confermati fattori protettivi indipendenti per burnout moderato ed elevato, mentre il lavoro notturno è risultato associato al burnout moderato. Le variabili sociodemografiche non hanno mostrato associazioni indipendenti dopo aggiustamento. Il burnout emerge come un fenomeno complesso e multifattoriale, influenzato dall’interazione tra caratteristiche individuali e condizioni lavorative. In particolare, l’esposizione ad aggressioni sul luogo di lavoro e un elevato numero di giorni di malattia si confermano tra i principali fattori associati a una maggiore gravità del burnout. Questi risultati evidenziano l’importanza di strategie preventive mirate, orientate al miglioramento della sicurezza degli operatori, al monitoraggio dello stato di salute e al rafforzamento del supporto organizzativo. Interventi integrati possono contribuire a ridurre il rischio di burnout, promuovere il benessere degli operatori sanitari e migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza.

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1. Freudenberger HJ. Burnout del personale. J Soc Issues. 1974;30(1):159–65.

2. Dall'Ora C, Ball J, Recio-Saucedo A, Griffiths P. Caratteristiche del lavoro a turni e loro impatto sulle prestazioni e sul benessere dei dipendenti: una revisione della letteratura. Int J Nurs Stud. 2016;57:12–27 .

3. Organizzazione Mondiale della Sanità. (2019). Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (11ª ed.).

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1.
P082 | ANALISI DEL BURNOUT IN UNA POPOLAZIONE DI OPERATORI SANITARI OSPEDALIERI: V. Giovinazzo1, L. Ippoliti1|2|3, L. De Santis4, A. Sili5, C. Ferrari2|4, G. Verno1, A. Vischetti1, S. Pallone1, M. Pasanisi Zingarello1, A. Mazza1, C. Salvi1, G. Bizzarro1, A. Paolino1, L. Coppeta2, A. Magrini2 | 1Dottorato di Ricerca in Scienze Sociali, Occupazionali e Medico-Legali, Dipartimento di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Italia; 2Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Roma, Italia; 3Facoltà di Medicina, Saint Camillus International University of Health Sciences, Roma, Italia; 4UOSD Medicina del Lavoro, Policlinico Tor Vergata, Roma, Italia; 5Dipartimento delle Professioni Infermieristiche, Policlinico Tor Vergata, Roma, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/1036