https://doi.org/10.4081/gimle.1035
P081 | ESPOSIZIONE PROFESSIONALE A STAPHYLOCOCCUS AUREUS METICILLINO-RESISTENTE NEGLI ALLEVAMENTI SUINICOLI IN CALABRIA
Angela Gioffrè1, Ida E.R. Montesanti1, Emilia Paba2, Alessandra Chiominto2, Pasquale Samele1, Daniela Visaggio3, Concettina Fenga4, Francesco Casalinuovo5 | 1Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale, INAIL, Lamezia Terme, Catanzaro, Italia; 2Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale, INAIL, Monte Porzio Catone, Roma, Italia; 3Dipartimento di Scienze, Università degli Studi Roma Tre, Italia; 4Dipartimento di Scienze biomediche, odontoiatriche e delle immagini morfologiche e funzionali- Sezione di Medicina del lavoro dell’Università degli Studi di Messina, Italia; 5Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Sezione di Catanzaro, Italia
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Obiettivi. Obiettivo di questo studio è Il presente studio si propone di valutare la presenza Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) in aziende suinicole in Calabria. In ottica “One Health”, il monitoraggio di microrganismi multi-resistenti in questo contesto produttivo assume particolare rilevanza è particolarmente rilevante sia per la salute dei lavoratori professionalmente esposti, ma anche sia per il potenziale rischio di diffusione ambientale di tali patogeni.
Metodi. Nel corso delle indagini effettuate presso le aziende suinicole, nel 2018 e, successivamente, nel 2023, sono state esaminate 44 aziende suinicole (8 delle quali monitorate 2 volte). Nel corso dei monitoraggi sono stati effettuati tamponi nasali sia sugli animali che sugli operatori per la ricerca di MRSA. Al fine di analizzare le procedure di lavoro, identificare i soggetti esposti e le relative mansioni, sono stati elaborati due questionari, uno volto a raccogliere dati generali sulle aziende e l’altro, somministrato direttamente al lavoratore, volto ad ottenere informazioni relative alla mansione svolta, alle abitudini igieniche e alla percezione del rischio.
Risultati e conclusioni. L’analisi delle caratteristiche strutturali delle aziende, in relazione alla presenza di MRSA, ha mostrato una prevalenza significativamente più elevata negli allevamenti intensivi (86%) rispetto a quelli allo stato brado (32%). Tale evidenza risulta in parte associata alle tipologie dei sistemi di aerazione adottati: negli allevamenti dotati di ventilazione forzata o mista, presenti esclusivamente nel sistema intensivo, la contaminazione da MRSA è del 100%. Un ulteriore elemento di rilievo emerge considerando la frequenza delle pratiche di pulizia di ambienti e attrezzature: nelle aziende in cui tali operazioni vengono effettuate quotidianamente, la presenza di MRSA non supera il 66%, mentre in quelle con pulizia settimanale o mensile la contaminazione varia dal 64% fino al 100%. Nel complesso, questi risultati sottolineano come l’applicazione sistematica di buone pratiche igieniche in contesti lavorativi complessi possa contribuire in modo sostanziale alla riduzione del rischio di esposizione professionale ad agenti zoonosici, inclusi microrganismi multiresistenti agli antibiotici. L’analisi dei dati raccolti tramite il questionario somministrato ai lavoratori ha inoltre consentito di approfondire aspetti relativi alle abitudini igieniche, all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e alla percezione del rischio. Un’elaborazione più dettagliata di tali informazioni permetterà di individuare specifiche esigenze e carenze formative, al fine di sviluppare e implementare interventi mirati.
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1. Pirolo M, et al. Prevalence, molecular epidemiology, and antimicrobial resistance of methicillin-resistant Staphylococcus aureus from swine in southern Italy. BMC Microbiol. 2019;19(1):51.
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