Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina del Lavoro (SIML)
Vol. 48 No. s2 (2026): 88° Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro (SIML)
https://doi.org/10.4081/gimle.1025

P071 | ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE ALLE RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE NEI PESCATORI PROFESSIONISTI: EVIDENZE DOSIMETRICHE E IMPLICAZIONI MEDICO-LEGALI PER IL RICONOSCIMENTO DELLE PATOLOGIE CUTANEE CORRELATE AL LAVORO

Emanuele Cannizzaro, Luigi Cirrincione, Francesca Fiorella, Maria Gabriella Verso, Carmelo Consiglio, Ginevra Malta | Dipartimento di Promozione della Salute, della Madre e del Fanciullo, Medicina Interna e Specialità d'Eccellenza (PROMISE), Università degli Studi di Palermo, Italia

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Introduzione. La radiazione solare ultravioletta (UV) è un importante fattore di rischio per le patologie cutanee, inclusi i tumori e le lesioni precancerose. È classificata come cancerogena (Gruppo 1 IARC) e rappresenta una preoccupazione cruciale per la salute pubblica, specialmente per i lavoratori all'aperto. L'esposizione cronica è collegata ai tumori cutanei non melanoma, mentre l'esposizione intensa e intermittente aumenta il rischio di melanoma; entrambi i modelli di esposizione spesso coesistono. In Italia, il Decreto Legislativo 81/2008 include le radiazioni UV nella valutazione dei rischi occupazionali. I pescatori sono particolarmente vulnerabili a causa dell'elevata esposizione cumulativa. La dosimetria personale è essenziale per la valutazione del rischio, la prevenzione e il riconoscimento medico-legale. Questo studio valuta l'esposizione agli UV, i determinanti e gli effetti cutanei acuti nei pescatori di Palermo.
Obiettivi. Questo studio mira a caratterizzare l'esposizione agli UV tra i pescatori nell'area di Palermo e a valutarne i determinanti e gli effetti cutanei acuti.
Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale prospettico tra 60 pescatori volontari di età ≥18 anni nella zona costiera di Palermo, con almeno 3 ore di lavoro giornaliero sul ponte e in assenza di patologie cutanee acute. Il monitoraggio, svolto nell'arco di quattro giornate lavorative primaverili/estive, ha utilizzato dosimetri eritemali passivi posizionati sul collo e sull'avambraccio. Sono stati raccolti dati sulle condizioni di lavoro, sulla fotoprotezione e sui fattori individuali (età, sesso, fototipo di Fitzpatrick, anni di lavoro all'aperto, anamnesi di scottature solari e storia clinica di tumori cutanei/cheratosi attinica). L'eritema entro 24 ore è stato registrato per presenza, localizzazione e gravità. L'esposizione agli UV è stata analizzata utilizzando mediane/IQR e modelli GEE; i modelli GEE binomiali hanno stimato gli OR. Gli aspetti etici hanno seguito la Dichiarazione di Helsinki; non è stata richiesta approvazione. È stato utilizzato GraphPad Prism v10.2.0.
Risultati e conclusioni. I pescatori professionisti nel Mediterraneo sono esposti a livelli significativi di radiazioni ultraviolette (UV), come dimostrato dalla dosimetria personale in condizioni reali di lavoro. L'esposizione varia su base stagionale, con dosi più elevate nei mesi più caldi, e colpisce principalmente le aree cronicamente esposte al sole come la nuca e gli arti superiori. La relazione dose-risposta osservata per l'eritema entro 24 ore, insieme ai meccanismi biologici consolidati (danno al DNA, stress ossidativo e alterazioni immunitarie), supporta la rilevanza clinica dei risultati e un modello di esposizione cumulativa. Ciò suggerisce che ripetute esposizioni occupazionali possono aumentare il rischio di cheratosi attiniche e tumori cutanei non melanoma.I risultati sono coerenti con i criteri di causalità di Bradford Hill, inclusi la relazione dose-risposta, la plausibilità biologica, la temporalità e l'accordo con le evidenze internazionali. Studi condotti in diversi paesi confermano che il lavoro prolungato all'aperto, la mancanza di una schermatura adeguata e la riflessione ambientale sono i principali determinanti dell'esposizione nei pescatori e nei lavoratori marittimi.Le misure di fotoprotezione come indumenti protettivi, copricapi e l'ombreggiamento a bordo sono associati a dosi di UV inferiori, indicando che una parte sostanziale del rischio è prevenibile attraverso semplici interventi. Questo supporta le strategie di prevenzione basate sul luogo di lavoro e la promozione della salute mirata.Più in generale, l'esposizione occupazionale agli UV è un fattore di rischio ben riconosciuto e prevenibile per il cancro della pelle nei lavoratori all'aperto, evidenziando la sua rilevanza per la salute pubblica.Da una prospettiva medico-legale, la misurazione oggettiva dell'esposizione tramite dosimetria personale, combinata con l'evidenza di una relazione dose-effetto, rafforza la ricostruzione causale nelle patologie cutanee occupazionali e migliora la trasparenza e l'affidabilità delle valutazioni forensi in condizioni multifattoriali.

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1.
P071 | ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE ALLE RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE NEI PESCATORI PROFESSIONISTI: EVIDENZE DOSIMETRICHE E IMPLICAZIONI MEDICO-LEGALI PER IL RICONOSCIMENTO DELLE PATOLOGIE CUTANEE CORRELATE AL LAVORO: Emanuele Cannizzaro, Luigi Cirrincione, Francesca Fiorella, Maria Gabriella Verso, Carmelo Consiglio, Ginevra Malta | Dipartimento di Promozione della Salute, della Madre e del Fanciullo, Medicina Interna e Specialità d’Eccellenza (PROMISE), Università degli Studi di Palermo, Italia. G Ital Med Lav Ergon [Internet]. 2026 Oct. 1 [cited 2026 Oct. 13];48(s2). Available from: https://medicine.pagepress.net/gimle/article/view/1025